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I Grandi Kabbalisti

Rav Dott. Michael Laitman

 

Oltre ad essere uno scienziato ed un ricercatore, il Dott. Laitman si occupa intensivamente di Kabbalah da oltre 30 anni. Egli ha pubblicato più di 30 libri sull’argomento e numerose pubblicazioni sulla Kabbalah e la scienza. Il metodo scientifico di Rav Laitman offre alle persone di tutte le fedi, religioni e culture gli strumenti necessari per intraprendere un cammino ispirato all’auto scoperta ed elevazione spirituale.

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Baal HaSulam


Il Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884-1954) è meglio conosciuto come Baal HaSulam (Il Padrone della Scala) per il suo commento “HaSulam” (la Scala) al
"Libro dello Zohar”. Egli dedicò la propria vita ad interpretare la Saggezza della Kabbalah, innovandola e divulgandola alla nazione e al mondo. Il Baal HaSulam ha sviluppato un metodo unico.

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Questi articoli sono studiati quotidianamente dagli studenti di Bnei Baruch. Le lezioni sono trasmesse in diretta, dalle 2:20 alle 5:00 del mattino (ora italiana), dal sitoKab.tv/ita, e potrete scaricare gratuitamente queste lezioni dall'archivio kabbalahmedia.info.

Rabbi Shimon Bar-Yochai

Nel secondo secolo dell’Era Volgare venne conferita, ad un singolo uomo, tutta la conoscenza spirituale che i Kabbalisti avevano accumulato nei 3000 anni che precedettero  quest’epoca. Rabbi Shimon Bar-Yochai (Rashbi) mise tutto per iscritto,  e poi nascose questi testi, dato che l’umanità non era ancora pronta a riceverli. Oggi noi siamo pronti per la rivelazione de Il Libro dello Zohar.

Rabbi Shimon Bar-Yochai (Rashbi), autore de Il Libro dello Zohar (Il Libro dello Splendore) fu un Tana (un grande saggio nei primi secoli dell’Era Volgare). Egli fu anche studente di Rabbi Akiva. Il nome di Rashbi è legato a numerose leggende, ed egli è più volte menzionato  nel Talmud e nella Midrash, i testi sacri ebraici della sua epoca. Il Rashbi visse a Sidon ed a Meron, ed istituì un seminario nella Galilea Occidentale.

Rashbi nacque e crebbe in Galilea (una regione montuosa nell’attuale nord dell’Israele). Anche quand’era ancora un bambino,  non fu mai come i bambini della sua età. Domande come: “Qual è lo scopo della mia vita?”, “Chi sono?”, e “Come è costruito il mondo?” lo tormentavano, richiedendo una risposta.

In quei giorni, la vita in Galilea era molto dura: i romani perseguitavano gli ebrei e promulgavano continuamente nuove leggi per rendere miserabili le loro vite. Tra queste leggi esisteva un decreto che proibiva agli ebrei di studiare la Torah (a quell’epoca sinonimo di Kabbalah).

Nonostante la proibizione dei romani, Rashbi si immerse nello studio della  Kabbalah e cercò di capirne il  significato più oscuro. Egli percepì che sotto le storie bibliche risiedeva un significato profondo e nascosto, che conservava le risposte alle sue persistenti domande.

Gradualmente, Rabbi Shimon arrivò a capire che doveva trovare un insegnante che avesse già percorso la strada spirituale ed acquisito l’esperienza, una persona che avrebbe potuto guidare gli altri nell’ascesa della scala spirituale. Egli decise allora di unirsi al gruppo del più grande Kabbalista dell’epoca: Rabbi Akiva, una decisione questa che segnò la svolta nella sua vita.

Studiare con Rabbi Akiva

Rabbi Shimon fu uno studente avido e devoto, ardente di desiderio nello scoprire la Forza Superiore. Ben presto fu uno dei migliori studenti di Rabbi Akiva. Egli studiò col suo maestro per 13 anni e raggiunse i livelli più alti della scala spirituale.

La rivolta di Bar-Kokheva pose fine, improvvisamente, ai grandi giorni del seminario di Rabbi Akiva. Quasi tutti i suoi 24.000 studenti morirono di peste o nelle battaglie feroci contro i romani. Sopravvissero solo 5 dei 24.000 studenti, e Rashbi era uno di loro.

Rashbi fu uno dei leader nella rivolta di Bar-Kokheva contro la legge romana nella terra di Israele. La sua resistenza divenne anche più cruenta e dura quando egli apprese in che modo venne giustiziato il suo insegnante Rabbi Akiva.  

Il Talmud racconta che in una delle occasioni in cui Rashbi si espresse contro la legge romana, un altro ebreo lo ascoltò e mise in allerta le autorità romane. Di conseguenza Rashbi fu giudicato in latitanza e fu condannato a morte. L’imperatore romano mandò degli uomini a cercarlo, ma con loro disappunto Rashbi sembrava essere svanito nel nulla.

 La Grotta a Piqiin

La leggenda narra che Rashbi e suo figlio fuggirono in Galilea, si nascosero nella grotta di Piqiin, un villaggio nel Nord d’Israele, e rimasero lì per 13 anni. Durante il soggiorno in quella grotta, essi scavarono nei segreti della saggezza celata. I  loro sforzi ebbero successo, ed essi arrivarono a  scoprire l’intero sistema della Creazione.

Dopo 13 anni passati in quella grotta, Rashbi venne a sapere che l’imperatore romano era morto. Egli poteva finalmente tirare un sospiro di sollievo. Dopo aver lasciato quella grotta, Rashbi radunò nove studenti e con loro si recò in una piccola grotta a Meron, conosciuta come l’Idra Rabba (La Grande Assemblea). Con il loro aiuto, egli scrisse Il Libro dello Zohar, il libro più importante della Kabbalah.

Il Baal HaSulam descrisse Rashbi ed i suoi studenti come gli unici capaci di raggiungere la perfezione, i 125 livelli spirituali che completano la correzione dell’anima. Quando completò il suo commento de Il Libro dello Zohar, il Baal HaSulam diede un pranzo per festeggiare la fine del proprio lavoro.  Durante quella celebrazione egli affermò che: “(…) prima dei giorni del Messiah era impossibile che venissero assegnati tutti i 125 livelli….eccezion fatta per Rashbi ed i suoi contemporanei, cioè gli autori de Il Libro dello Zohar. Ad essi furono assegnati tutti i 125 livelli nella loro integrità, anche se vissero prima dei giorni del Messiah.

Ecco perché,  spesso troviamo nello Zohar, che non ci sarà una generazione simile a quella di Rashbi, fino alla generazione del Re Messiah. Questo è il motivo per cui la sua composizione fece una così grande impressione nel mondo, dato che i segreti della Torah occupano il livello di tutti i 125 gradini. Questo spiega anche perché nello Zohar è detto che Il Libro dello Zohar non sarà rivelato che alla fine dei giorni, cioè nei giorni del Messiah”.

 L’Idra Rabba (La Grande Assemblea) ed Il Libro dello Zohar

L’Idra Rabba è una grotta situata nel Nord d’Israele, tra Meron e Zephath. Rashbi portò lì i suoi studenti, e lì scrisse Il Libro dello Zohar. Noi persone comuni  troviamo impossibile comprendere quanto grande fu realmente Rabbi Shimon Bar-Yochai. Egli appartiene, come sostiene il Baal HaSulam, alla più alta Luce Interiore. Questo è il motivo per cui era solito avvalersi dell’aiuto di Rabbi Abba per mettere per iscritto le sue parole. Ne Il Libro dello Zohar, Rashbi dice ai suoi studenti: “Vi organizzo come segue: Rabbi Abba scriverà,  Rabbi Elazar, mio figlio, studierà oralmente, ed il resto degli amici converserà nei propri cuori” (Zohar, Haazinu).

Immagine presso l'ingresso della grotta segreta di Rashbi, che indica
il suo nome - L'Assemblea  - e i nomi dei membri del suo gruppo.

Il Libro dello Zohar fu scritto nel secondo secolo della nostra era, non molto tempo dopo la rovina del Secondo Tempio, all’inizio dell’ultimo esilio della gente d’Israele dalla propria terra. Ma anche prima dell’esilio, Rashbi predicò che Il Libro dello Zohar sarebbe stato rivelato solo alla fine dell’esilio. Egli affermò che la sua rivelazione alle masse avrebbe simbolizzato la fine dell’esilio spirituale: “(…) solo con lo studio dello Zohar essi  usciranno, con la misericordia, dall’esilio.” (Zohar, Naso).

È anche scritto ne Il Libro dello Zohar che la sua saggezza sarebbe stata rivelata a tutti verso la fine dei seimila anni, che rappresenta il periodo assegnato per la correzione dell’umanità: “E quando sono vicini i giorni del Messiah, anche i bambini del mondo sono destinati a scoprire i segreti della saggezza,  a comprendere in essi i termini ed i programmi della redenzione, ed è in quel  tempo che sarà rivelata a tutti” (Zohar, VaYera)

I Segreti della Reincarnazione

Rashbi è l’incarnazione di un’unica anima, che coordina e connette la Forza Superiore ad ogni creazione. Quest’anima discende nel nostro mondo e si incarna nei patriarchi della Kabbalah. Questo è l’ordine di apparizione: Abramo, Mosè, Rabbi Shimon Bar-Yochai, l’Arì (Rabbi Isaac Luria), Rav Yehuda Ashlag (Baal HaSulam). Ogni reincarnazione di quest’anima innalza l’umanità ad un nuovo livello spirituale e lascia la propria impronta nei libri di Kabbalah, che serviranno alle generazioni future.

Un esempio di questo processo si può trovare nelle sezioni speciali de Lo Zohar chiamato Raia MeHeimna (Il pastore fedele). In queste parti, Rashbi parla dello stato di rivestimento dell’anima di Mosè. Un altro esempio di questo è il libro Shaar HaGilgulim (Il cancello delle Reincarnazioni) in cui Rashbi parla dello stato di rivestimento dell’anima dell’Arì.

Il Libro dello Zohar è indubbiamente unico, ed è una delle opere più rinomate del mondo. Da quando venne scritto, migliaia di storie sono state collegate allo Zohar, ed il libro è ancora oggi avvolto nel mistero. Il fascino intorno ad esso è così grande che, anche se milioni di persone lo leggono diligentemente, il libro è completamente incomprensibile per la nostra generazione, senza un’adeguata  interpretazione.

La Morte di Rashbi

Secondo la tradizione Rabbi Shimon Bar-Yochai morì, alla presenza dei suoi amici, durante Lag BaOmer (il 33° giorno del conto di Omer, che comincia il primo giorno di Pasqua) dell’anno 160 della nostra era, e venne seppellito a Meron. Con la sua morte, l’anima del grande Kabbalista completò il suo compito nel nostro mondo.

Rashbi raggiunse la sua destinazione.  Centinaia di migliaia di persone  visitano la sua tomba ogni anno, cercando di sentire un  poco di quella Luce che egli ha portato nel mondo. I più grandi Kabbalisti elogiano la sua opera  ed affermano ripetutamente che Il Libro dello Zohar è destinato a portare il mondo verso la redenzione.

Rav Kook, il primo Rabbino Capo d’Israele, scrive sullo Zohar (Ohr Yakar): “Quest’opera, chiamata Il Libro dello Zohar, è come l’Arca di Noè, in cui c’erano molte specie animali, ma quelle razze e famiglie non sarebbero potute esistere, se non entrando nell’arca… Perciò il giusto conoscerà il segreto della Luce di quest’opera per continuare, ed è in  virtù della composizione che, con l’immediato impegno, e con il desiderio per l’amore di Dio, sarà attirato come un magnete viene attirato dal ferro. Ed egli  avanzerà per salvare la propria anima, il proprio spirito e la propria correzione. Ed anche se egli è malvagio, non c’è alcun timore, egli entrerà”.

Noi stiamo vivendo in un periodo storico. L’anima di Rashbi sta completando la sua missione nella nostra generazione, e grazie a questo gigante spirituale, che è vissuto circa 2.000 anni fa, la Saggezza della Kabbalah sta emergendo in modo tale che tutti possiamo innalzarci verso una vita di eternità e perfezione.

Isaac Luria - L'Arì HaKadosh
(1534 -1572)

Rabbi Isaac Luria (L'Arì) fu, nel XVI secolo, il più grande Kabbalista della cittadina di Zhepath, situata nel nord di Israele, e famosa per i propri Kabbalisti. L’Ari è anche stato uno dei personaggi più importanti ed influenti nello sviluppo della Saggezza della Kabbalah.

Un’infanzia particolare

La vita dell’Ari è rimasta avvolta da un grande mistero sin dalla sua nascita, quando il padre apprese che il figlio sarebbe stato chiamato ad un grande destino. Questo alone di oscurità permeò la sua esistenza, fino alla morte improvvisa dell’Arì che avvenne all’età di 38 anni, quando egli era nel fiore degli anni.

L’Arì nacque a Gerusalemme nel 1534. All’età di otto anni rimase orfano del padre, e da lì la famiglia cadde in disgrazia. Spinta dalla disperazione, la madre decise di inviare il piccolo Isaac a vivere in Egitto, da uno zio, dove trascorse molti anni della sua vita, prima di giungere a Zephath.

Da ragazzo l’Arì confinò se stesso nella propria camera per ore, a volte per giorni interi. Egli studiò“Il Libro dello Zohar",il testo più importante della Saggezza della Kabbalah, cercando di scoprirne il significato più segreto e splendente. Secondo una leggenda, all’Arì fu  assegnata “la Rivelazione di Elia” (un’unica rivelazione spirituale), e si narra anche che egli studiò “da solo”  Lo Zohar. Per lui, Il Libro dello Zohar rappresentò il mondo intero. Nell’arco di soli diciotto mesi egli rivoluzionò la Kabbalah e la rese accessibile a tutti. Da quel momento in poi, la sua “Kabbalah Lurianica” divenne il metodo principale nello studio della Kabbalah.

Nel XVI secolo Zephath era considerata la capitale degli studi Kabbalistici, ed attirò un gran numero di studenti da tutti i paesi, vicini e lontani. Zephath si trova non lontano dal Monte Meron, che è il luogo in cui fu sepolto il Il Libro dello Zohar.

Nell’anno in cui l’Arì lasciò l’Egitto, per stabilirsi a Zephath, un rigido inverno si abbatté sul paese. Piogge torrenziali crearono abbondanti e rapide inondazioni, forti raffiche di vento portarono via i tetti dai palazzi, ed il Nilo straripò, inondando interi villaggi in un diluvio di fango ed acqua.

La leggenda racconta che in una notte tempestosa di quel terribile inverno, il Profeta Elia apparve all’Arì, e gli disse: “La tua fine è vicina, lascia questo posto e vattene via. Prendi la tua famiglia ed avviati verso la città di Zephat, dove sei atteso con ansia. Lì troverai il tuo discepolo, Chaim Vital, al quale tramanderai la tua saggezza. Lo consacrerai  come tuo successore, ed egli prenderà il tuo posto”. Il Profeta Elia rivelò all’Arì anche: “Tu non giungesti in questo mondo se non per correggere l’anima del Rav Chaim, dato che la sua è un’anima preziosa”.

Nell’anno 1570, nel cuore dell’inverno, l’Arì giunse a Zephath, nella terra d’Israele. Aveva 36 anni e gliene rimanevano solo 2 da vivere.

Tutte le opere dell’Arì furono effettivamente trascritte dal Rav Chaim Vital, che riportò sulla carta  tutto ciò che aveva imparato dal suo maestro, nel corso di quei soli otto mesi che trascorsero assieme a Zephath.

Un Rivoluzionario e un Kabbalista

I Kabbalisti tennero la Saggezza della Kabbalah nascosta per 1500 anni. Essi si svegliavano a mezzanotte, accendevano una candela e chiudevano le finestre per evitare che le loro voci fossero udite dall’esterno. Poi aprivano con rispetto i libri Kabbalistici e, con grande sforzo, ricercavano in essi  il modo per  arrivare alle verità nascoste. A quei tempi la Kabbalah era studiata in gran segreto ed insegnata dietro porte chiuse a chiave. I Kabbalisti erano restii a pubblicizzare il proprio lavoro, perché c’era il timore che venisse mal interpretato. “ Questa  generazione non è ancora pronta” erano soliti dire.

L’umanità ha atteso per molti secoli che una giusta guida aprisse le porte della Saggezza della Kabbalah al pubblico. Finalmente, con l’arrivo dell’Arì a Zephath e la successiva divulgazione alle masse de Il Libro dello Zohar, fu chiaro che si era compiuto il tempo per rivelare i misteri della Kabbalah alle masse.

É difficile descrivere l’importanza ed il valore dell’Arì. Nello spazio di appena otto mesi, egli lasciò un’eccezionale impronta nella storia del pensiero Kabbalistico. Egli creò quella traccia senza scrivere una sola parola su se stesso, poiché tutto il suo insegnamento Kabbalistico fu rivelato solamente attraverso gli scritti del suo studente, Rav Chaim Vital.

Benché Chaim Vital, eccellente studente  ed unico successore dell’Arì, fosse riuscito a trascrivere tutti gli insegnamenti del suo maestro,  non fu  però in grado di pubblicarli tutti prima di morire. Questo lavoro fu portato avanti dagli studenti e dai  discendenti di Vital nei secoli avvenire.

Tra le principali opere del Rav Vital, che sono state pubblicate, c’è il libro Etz Chaim (L’albero della Vita). In questo libro Rav Vital espone gli insegnamenti Kabbalistici dell’Arì, in uno stile chiaro e semplice. Un’altra eminente pubblicazione è Otto Cancelli, una serie di otto libri che descrivono, tra le altre cose, il concetto della reincarnazione. Molti altri libri preziosi furono preparati nel breve periodo che l’Arì trascorse a Zephath.

Quando l’Arì giunse a Zephath, organizzò un gruppo di Kabbalisti conosciuto con il nome de  “I ragazzi dell’Arì”. Tra i suoi membri vi furono alcuni tra i più illustri Kabbalisti del tempo, come Rav Shlomo Elkabetz, autore della famosa canzone  Lecha Doddi (Vai, mio amato), ed il grande Kabbalista Rav Moshè Kordovero (il Ramak) autore del libro Pardes Rimonim (I Frutti del melograno).

Il Ramak fu il primo a riconoscere la grandezza dell’Arì tanto che  ne divenne studente ed amico. Poco prima della sua morte il Ramak disse ai propri studenti: “ Sappiate che c’è un uomo, che siede qui, che verrà dopo di me ed illuminerà gli occhi della generazione con la Saggezza della Kabbalah. Nei miei giorni i canali sono stati bloccati, ma nel suo tempo saranno rivelati…e sappiate che egli è un grande uomo, una scintilla di Rashbi (Rav Shimon Bar Yochai)". Apparve chiaro che il Ramak avesse destinato l’Arì a succedergli, ed istruì i suoi studenti ad accettarlo come loro maestro.

L’Arì morì all’età di 38 anni, a causa di un’epidemia che scoppiò nell’estate del 1572. La sua apparizione nel nostro mondo ha rappresentato uno degli elementi precursori nella nuova fase dell’evoluzione spirituale dell’uomo. Egli non fu solo uno dei più grandi Kabbalisti, ma anche uno fra i primi ad aver ricevuto il “permesso dall’Alto” di rivelare la Saggezza della Kabbalah alle masse.

La sua speciale capacità di trasformare la Kabbalah, da un metodo per pochi eletti, in un mezzo alla portata  di un gran numero di anime, ne ha fatto un gigante spirituale per secoli. Oggi molte anime sono pronte per l’elevazione spirituale, ed hanno bisogno del suo metodo –La Kabbalah Lurianica” -  il metodo che inventò Rav Isaac Luria -  L'Arì HaKadosh.

Il Rabash

Rav Baruch HaLevi Ashlag (Il Rabash), figlio e successore di Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag (conosciuto come il Baal HaSulam per il suo commento al Libro dello Zohar)) è stato un Kabbalista nascosto. Nonostante il suo alto livello spirituale, il Rabash è stato un uomo umile, che ha dedicato tutto il suo tempo a studiare e scrivere. Malgrado tutto, è difficile trovare le parole adatte per descrivere il suo enorme contributo.

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