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Guida per l'autostoppista kabbalista


Esplorare gli sconosciuti percorsi del mondo spirituale somiglia molto all’esplorare un territorio sconosciuto di questo mondo facendo l’autostoppista - tranne che avviene in un luogo oltre il tempo, lo spazio e il movimento.

Se avete fatto ancora un viaggio in auto all’estero, probabilmente vi ricorderete di aver sfogliato confusamente un dizionario tascabile un po’ stropicciato nel disperato tentativo di capire il significato delle parole sconosciute scritte sui segnali stradali. Ma proprio quando se ne ha bisogno di più, il punto di riferimento che ci fa da guida sembra venir meno.

Fortunatamente, un gentile abitante del posto arriva da non si sa dove e ha compassione di uno sfortunato turista, e con pazienza spiega come arrivare alla Torre Eiffel o al Taj Mahal in Agra. Se ti capita di ritrovarti in un posto dove nessuno capisce quello che dici, allora un paio di mani ingegnose e una sana dose di immaginazione di sicuro ti aiuteranno a costruire un ponte tra te e gli altri. Tutti noi viviamo nello stesso mondo; dunque, possiamo sempre trovare un linguaggio comune con gli altri, un modo per comunicare.

Nel mondo spirituale, tuttavia, i viaggi possono risultare un po’ diversi.

Il linguaggio della Kabbalah

“Tieni ben presente che l’intera saggezza della Kabbalah si basa su concetti spirituali che non comprendono il tempo o lo spazio.” Queste sono le parole con cui il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) apre il più importante libro della Kabbalah moderna Talmud Eser HaSefirot ( lo studio delle Dieci Sefirot). Queste parole sottolineano la difficoltà che tutti incontrano quando cercano di descrivere la dimensione che si trova al di là del linguaggio e anche al di là dell’umana immaginazione.

Come possiamo riuscire a comprendere un mondo che è completamente fuori dalla nostra portata, che è al di là dei nostri cinque sensi? I più articolati movimenti delle mani, combinati con le smorfie più strane, non potrebbero proprio aiutare il Kabbalista di passaggio.

Al fine di descrivere l’esperienza della rivelazione spirituale e per avvicinarci ad essa, i Kabbalisti hanno sviluppato uno speciale linguaggio codificato che li aiuta ad esprimere ciò che verosimilmente sembrerebbe inspiegabile. E’ simile a come gli scienziati descrivono le loro scoperte ricorrendo alle formule: i Kabbalisti documentano le loro rivelazioni del mondo spirituale con l’aiuto di metafore e di nomi che prendono forma dalla nostra vita quotidiana.

Questo sistema di “descrizioni metaforiche” è chiamato “Il Linguaggio dei Rami”- un linguaggio che collega la radice spirituale superiore di ogni fenomeno con il suo “ramo” corporale (la sua manifestazione) qui in questo mondo.

Eppure, come scrive Baal HaSulam nel Talmut Eser HaSefirot, “E’ difficile per un novizio, perché egli percepisce le cose attraverso i mezzi dei limiti temporali del tempo, dello spazio, dei cambi e degli scambi.” Questo significa che quando si leggono i libri Kabbalistici, dobbiamo sforzarci di disconnetterci da tutte le nozioni corporali e terrene e provare a percepire i concetti che si trovano nei libri della Kabbalah. Dobbiamo tenere a mente che quando questi libri menzionano delle azioni o dei posti, di fatto decrivono i livelli dell’intimo viaggio spirituale di ognuno.

Un utile dizionario tascabile

Per questa ragione farò uno sforzo per dare ad ogni parola la sua identità spirituale…Spetta al lettore memorizzare completamente il significato di queste parole” (Baal HaSulam, Talmud Eser HaSefirot).

Baal HaSulam ha creato per noi un dizionario Kabbalistico per usarlo durante il nostro viaggio nel mondo spirituale. Egli ci fornisce delle semplici definizioni delle parole usate nei libri della Kabbalah. Quindi se decidete di fare un diverso tipo di viaggio - un viaggio nel mondo spirituale, qui ci sono delle definizioni basilari che vi aiuteranno a comprendere ciò di cui la cartina stradale - I libri della Kabbalah - parla, e dove vi sta portando. (Si raccomanda particolarmente di ritagliare il dizionario tascabile e di tenerlo nel portafoglio, per averlo a portata di mano ogni volta che ce ne sia la necessità durante il vostro viaggio)

Adam HaRishon (Il primo uomo) – Questo non è l’uomo primitivo delle caverne che girava nudo nel Giardino dell’Eden, ma è l’anima collettiva dell’umanità, che incorpora tutte le anime di tutte le persone del mondo.

Guf (Il Corpo) – Questo è il desiderio di ricevere che guida tutte le azioni e tutti i pensieri dell’uomo. Questo desiderio di ricevere può essere usato sia per il bene di noi stessi, che per il bene degli altri e del Creatore.

Ahava (Amore) – Quando un uomo comincia a percepire la spiritualità, egli rivela il piano generale che la Natura o il Creatore ha per lui e per tutta l’umanità. Egli scopre allora che l’atteggiamento della Natura verso tutta l’umanità è quello di un amore assoluto e immutabile.

Ohr (Luce) – Questo è ciò che un uomo sente quando percepisce il Creatore. In altre parole, colui che cambia la sua natura dall’amore per sé all’amore per gli altri è colmato da una nuova sensazione chiamata “Luce”.

Boreh (Creatore) – Questa parola deriva dall’unione delle parole Bo e Reh – “vieni” e “vedi.” In altre parole, l’uomo è invitato ad andare a vedere il Creatore - a raggiungere il suo livello spirituale successivo, che si chiama sempre “il Creatore”

Numero di Luglio 2009

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