Lettera n.48

anno 1927

Per i discepoli, che il Creatore vegli su di loro.

Ho ricevuto tutte le vostre lettere e per quanto riguarda ciò che mi ha scritto il Rav… rispetto alle ignominie ed alle opposizioni (usate) nei suoi confronti, possa egli credermi che mi assumo tutte le sue sofferenze e le sue afflizioni, una ad una, insieme a lui, e che  sappia che io percepisco il suo dolore ancora più di egli stesso.

Ma che il Creatore gli conceda una remunerazione doppia, con l’aiuto del Creatore, e se egli potesse rafforzarsi nel comportarsi secondo le abitudini di chi lavora il Creatore, benedetto Egli sia, vale a dire che la sua bocca ed il suo cuore si equivalgano nel dire «Il Creatore ha dato il suo consenso a chi mi addolora», gli consiglierei di rafforzarsi molto in questo, cosa che gli sarà utile in tutte le sue vie, con l’aiuto del Creatore.

E rispetto alle sue domande, se potesse far vedere la lettera e i detti della Toràh del Pri Hacham «e sarai dunque completamente lieto» eccetera, senza dubbio lo potrà far vedere a tutto il gruppo degli amici.

E nella lettera del Rav… che il suo lume dia luce, sono lieto di constatare in lui, rispetto a ciò, che egli ha già iniziato ad adempiere  il mio desiderio  per quanto lo riguarda.

Ciò che ha scritto il Rav…, che il suo lume dia luce, è che egli non trova altra soluzione se non quella che io stesso giunga, a casa mia, sono d’accordo con lui a questo riguardo e tutti miei pensieri sono già nei preparativi degli approvvigionamenti per il viaggio, e nell’affrettare, per quanto sia possibile, il mio ritorno a casa. Ho un gran lavoro per affrontare tutti gli impedimenti sollevatisi intorno a me che mi tratterrebbero ancora qui.

E che egli chieda a mio figlio… per quale ragione non mi ha ancora annunciato la completa rappacificazione della quale sono venuto a sapere.

E grazie a… che il suo lume dia luce, per la notizia della festa del gruppo degli amici nel quinto giorno di Succoth (Festa delle Capanne) e  riguardo alla pace fra gli amici ho già scritto che non vanno fatti a proposito molti lavori poiché con l’aiuto del Creatore, in (qualche) modo il Creatore terminerà per noi ciò che noi abbiamo iniziato in onore del Suo Nome, che Egli sia benedetto ed innalzato.

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