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Cosa ci da la regola dell’ama il tuo amico come te stesso (art. 5)

Cosa ci da la legge ”ama il tuo amico come te stesso”? Attraverso questa legge possiamo arrivare all’amore del Creatore. Allora cosa ci da l’osservanza dei Taariab Mitzvoth (612 precetti/correzioni)? Prima di tutto bisogna sapere cosa è “il collettivo”(1). E’ saputo che un “collettivo” è basato su tanti elementi e, senza essi, non può esservi un collettivo. Come quando ci riferiamo ad un collettivo con: “Chaelet Chadisha” (collettivo di dazione assoluta – assemblea santa), si intende alcune persone che si sono raggruppate ed unite insieme per essere un solo corpo. E solo dopo, dal Minian (quota necessaria di 10 persone per fare un assemblea) emerge un capo dell’assemblea. Questo si chiama “Minian” o “Adah” (assemblea). Deve esserci un minimo di dieci persone per poter dire Kendusha (dazione) nella preghiera . E su questo è detto nello Zohar “Col Bi Assara, schinta srhia.” Che vuol dire che nel posto dove ci …

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Rabash

Nel cammino, dobbiamo essere coraggiosi e fiduciosi che ogni giorno sia per noi un giorno nuovo, che ci dia forza per rinnovare le nostre basi e ad andare avanti. Rav Baruch HaLevi Ashlag Rav Baruch HaLevi Ashlag (Il Rabash), figlio e successore di Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag(conosciuto come il Baal HaSulam per il suo commento al Libro dello Zohar)) è stato un Kabbalista nascosto. Nonostante il suo alto livello spirituale, il Rabash è stato un uomo umile, che ha dedicato tutto il suo tempo a studiare e scrivere. Malgrado tutto, è difficile trovare le parole adatte per descrivere il suo enorme contributo alla nostra generazione ed alle generazioni future. La stirpe dorata Per molti aspetti, il Rabash è stato l’ultimo di una “stirpe dorata”, l’anello  finale nella catena dei più grandi Kabbalisti. Questa discendenza è cominciata con Abramo il Patriarca ed è terminata con il padre di Rabash, Rabbi …

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Baruch Shalom HaLevi Ashlag (Rabash)

Rav Baruch HaLevi Ashlag (Il Rabash), figlio e successore di Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag (conosciuto come il Baal HaSulam per il suo commento al Libro dello Zohar) è stato un Kabbalista nascosto. Nonostante il suo alto livello spirituale, il Rabash è stato un uomo umile, che ha dedicato tutto il suo tempo a studiare e scrivere. Malgrado tutto, è difficile trovare le parole adatte per descrivere il suo enorme contributo. Leggi ancora >> Shlavey HaSulam (Gli Scritti del Rabash – Volume 1 – I Gradini della Scala) Igrot (Gli Scritti del Rabash – Volume 2 – Lettere) Dargot HaSulam (Gli Scritti del Rabash – Volume 3 – I Livelli della Scala) Introduzione al Libro Pri Hacham (Il Frutto del Saggio – Baal HaSulam) L’ordine del Lavoro di Baal HaSulam

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Arì

Isaac Luria – L’Arì HaKadosh (1534 -1572)   L’Arì (abbreviazione di Ashkenazi Rav Yitzhak) di cui il nome completo è Yitzhak (Isaac) Luria Ashkenazi (1534 – 1572) fu, nel XVI secolo, il più grande Kabbalista della cittadina di Zhepath, situata nel nord di Israele, e famosa per i propri Kabbalisti e fondatore della Scuola Lurianica di Kabbalah, il metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore. Un’infanzia particolare La vita dell’Ari è rimasta avvolta da un grande mistero sin dalla sua nascita, quando il padre apprese che il figlio sarebbe stato chiamato ad un grande destino. Questo alone di oscurità permeò la sua esistenza, fino alla morte improvvisa dell’Arì che avvenne all’età di 38 anni, quando egli era nel fiore degli anni. L’Arì nacque a Gerusalemme nel 1534. All’età di otto anni rimase orfano del padre, e da lì la famiglia cadde in disgrazia. Spinta dalla disperazione, la madre decise …

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Rashbi

Nel secondo secolo dell’Era Volgare venne conferita, ad un singolo uomo, tutta la conoscenza spirituale che i Kabbalisti avevano accumulato nei 3000 anni che precedettero  quest’epoca. Rabbi Shimon Bar-Yochai (Rashbi) mise tutto per iscritto,  e poi nascose questi testi, dato che l’umanità non era ancora pronta a riceverli. Oggi noi siamo pronti per la rivelazione de Il Libro dello Zohar. Rabbi Shimon Bar-Yochai (Rashbi), autore de Il Libro dello Zohar (Il Libro dello Splendore) fu un Tana (un grande saggio nei primi secoli dell’Era Volgare). Egli fu anche studente di Rabbi Akiva. Il nome di Rashbi è legato a numerose leggende, ed egli è più volte menzionato  nel Talmud e nella Midrash, i testi sacri ebraici della sua epoca. Il Rashbi visse a Sidon ed a Meron, ed istituì un seminario nella Galilea Occidentale. Rashbi nacque e crebbe in Galilea (una regione montuosa nell’attuale nord dell’Israele). Anche quand’era ancora un …

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Introduzione al libro Panim Meirot uMasbirot

(item 1-11) 1) Al termine della Mishnà (Trattato Okzin) è scritto: «Il Creatore non trovò un vaso – klì che contenesse la benedizione per Israel se non la Pace – Shalom, com’è stato detto: “Il Creatore darà forza al suo popolo, il Creatore benedirà il suo popolo con la pace”». Da questo c’è molto da imparare: per prima cosa, così come hanno provato non c’è niente di meglio per Israel che la pace? Secondo, nel testo è espresso esplicitamente che la pace è la benedizione stessa; è scritto a riguardo «data con forza e benedizione di pace». E secondo le loro parole avrebbe dovuto dire «data nella pace»? Terzo, come mai questo articolo è stato scritto al termine della Mishnà? È necessario comprendere, inoltre, il significato delle parole “pace”, e “forza” e cosa esse denotano. Per interpretare quest’articolo nel suo vero contenuto noi dobbiamo intraprendere una lunga strada, dato che …

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L’Essenza della Saggezza della Kabbalah (KFS)

Di che cosa tratta questa Saggezza? La molteplicità di Partzufim, Sefirot e Mondi Due direzioni: dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto Nomi astratti La realtà della Saggezza della Kabbalah I termini materali nei libri di Kabbalah La legge della radice e del ramo per mezzo della quale i mondi si relazionano Il linguaggio dei kabbalisti è il linguaggio dei rami Trasmissione da un saggio kabbalista ad un ricevente che comprende Appellativi estranei allo spirito umano Prima di iniziare a spiegare la storia della saggezza della Kabbalah, da tanti già trattata, considero necessario cominciare con una spiegazione approfondita dell’essenza di questa saggezza, che a mio parere, così pochi conoscono. Ed ovviamente non è possibile parlare della storia di qualcosa prima di conoscere la cosa stessa. Per quanto questa conoscenza sia più ampia e profonda dell’oceano, mi impegnerò con tutte le mie forze e con tutte le conoscenze acquisite …

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Introduzione alla prefazione della saggezza della kabbalah

1)  E’ scritto nello Zohar, Vayikra, Parashat Tazria, p. 40, “Vieni a vedere; tutto quello che esiste nel mondo, esiste per l’uomo, e tutto esiste per esso, come è scritto “Dio creò l’uomo con un nome pieno, come abbiamo stabilito, che egli è l’intero di tutto e contiene tutto, e tutto ciò che è sopra e sotto ecc., è incluso in quell’immagine”. Così spiega che tutti i mondi, superiori ed inferiori, sono inclusi nell’uomo. Ed inoltre, tutta la realtà all’interno di questi mondi è solo per l’uomo. E bisogna capire queste parole: sarà poco per l’uomo questo mondo con tutto quello che contiene per servirlo e beneficarlo, che gli servano anche i mondi superiori con tutto quello che contengono? Dopo tutto sono stati creati solo per i suoi bisogni. 2)  E così, per spiegare la questione fino in fondo, avrei dovuto introdurre tutta la saggezza della Kabbalah.  Ma in generale, …

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La parabola del figlio del ricco nei sotteranei

(un estratto) …In apparenza vi è da precisare sul vocabolo Tshuvà (penitenza), poiché essa avrebbe dovuto essere nominata con il vocabolo di “perfezione”, ma è allo scopo di istruire, che tutto é del tutto apparecchiato e dal principio, ed ogni anima si trova già in tutta la propria luce, e la propria bontà e la propria eternità. E’ solo per il fatto del “Nàhama dechissufa” (Pane di disgrazia) che l’anima se n’è uscita nel mistero degli Zimzumim (restrizioni), fino al momento che essa si sarebbe rivestita di corpo torbido, e solo grazie a tale qualità (di corpo), essa ritorna alla propria radice, di prima dello Zimzum, ed essa ha il compenso nella propria mano, la quale cosa proviene da tutta questa terribile mossa che essa stessa aveva fatto, e nel suo insieme il compenso è l’aderire – dvekut vero. Ciò equivale a dire che essa si è liberata dal Nahama …

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Matan Torah (Il dono della Torah)

“Ama il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18)  Rabbi Akiva dice: “Questa è una grande regola [*] della Torah”. 1) Questo enunciato dei nostri Saggi richiede una spiegazione. Il termine Klal (collettività/regola) indica una somma di dettagli che, una volta messi assieme, formano la suddetta collettività. Perciò, quando egli dice circa la Mitzva “Ama il tuo amico come te stesso” che quest’ultima è un grande Klal della Torah, noi dobbiamo comprendere che il resto delle 612 Mitzvot (precetti) nella Torah, con tutte le loro interpretazioni, non sono altro che la somma dei dettagli inseriti e contenuti in quella singola Mitzva (singolare di Mitzvot) “Ama il tuo amico come te stesso”. Questo lascia abbastanza perplessi, perché si può dire ciò riguardo alle Mitzvot fra uomo ed uomo ma come può quella singola Mitzva contenere tutte le Mitzvot fra uomo e Dio, le quali sono l’essenza e la grande maggioranza delle …

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