Perché tutto è occultato all’uomo?

Dal discorso sull’articolo: “La Pace”.

Non per il fatto che sia vietato guardare e che se vedrà così tanto impazzirà, ma ci dicono che il Mondo Superiore, il Creatore ed i godimenti Spirituali, sono occultati al nostro desiderio di ricevere dato che altrimenti saremmo diventati dipendenti da quello che avremmo visto e faremmo tutto per il desiderio di godere come un ladro che corre d’avanti a tutti ed urli: “prendete il ladro!”. Per quello sono nascosti, per dare la possibilità all’uomo di non essere dipendente dalla sua volontà di ricevere.

Se il desiderio di ricevere non brama ardentemente i godimenti spirituali, da la possibilità all’uomo di avere un atteggiamento, nei confronti della spiritualità, di disprezzo, di libertà dalla spiritualità stessa come se “esistesse e non esistesse”.

Attraverso un altro mezzo – Kli -, un’altra mancanza che lui sviluppa dentro di sé inizierebbe ad avere un atteggiamento nella spiritualità col desiderio di dare, col desiderio di avvicinarsi alCreatore, col desiderio di aderire al Creatore e non col desiderio di ricevere. Però nell’articolo”La Pace”il Baal HaSulam differisce del tutto da questa strada e dice che l’uomo scopre sulla base scientifica, del cervello, della pragmatica, che gli conviene andare nella strada della correzione. …Se è così, chi è il Creatore?

Le qualità corrette dell’uomo stesso sono quelle che gli danno la conoscenza, che questa forma è il Creatore ma queste non sono il Creatore ma le qualità che ha corretto in se stesso ma lui le ha corrette in conformità al Creatore quindi lui può dire che il Creatore è come lui. Perchè? Perché in questa parte l’uomo diventa attaccato al Creatore, e lui è attaccato al Creatore per il fatto che loro si trovano nell’equivalenza della forma.

E da dove l’uomo sa che in questa parte specifica si trova col Creatore nell’equivalenza della forma? Dato che questa parte si riempie di godimenti. I godimenti però non sono il Creatore. Solo che c’è una condizione che i godimenti riempiono i desideri di ricevere solo secondo la quantità di equivalenza della forma col Creatore e l’uomo stesso non ha mai collegamento con –Azmutò -, con chi dà, chi è Lui e cosa è Lui ma: «Dai Tuoi atti ti ho conosciuto». Dalle azioni del Creatore su di noi, noi lo conosciamo. Non Lui ma le sue azioni su di noi.

La meta, secondo questo metodo, è vivere bene. La meta è sempre vivere bene. Poiché se non si fosse risvegliata nell’uomo la domanda: “Qual è lo scopo della mia vita?” o “Perché io soffro?”, lui non sarebbe giunto a nessun metodo. Tutti questi metodi sorgono dalla sensazione di star male.

Se la vita, la realtà, la natura, ci avessero procurato un buon atteggiamento da parte dei genitori, dell’ambiente, dell’asilo, della scuola, e tutto fosse stato ordinato nel migliore dei modi fino ai 120 anni di età, allora l’uomo non avrebbe chiesto niente. Perché chiede? Perché sta male. E dallo stare male, lui inizia a chiedere quale è l’origine di questo male.

Ed allora gli arriva una risposta molto chiara, lui non conosce tutte le leggi della natura, non le conosce perché queste cambiano secondo il ritmo della sua maturazione e non conosce il cambiamento che si effettua nell’esigenza della natura nei suoi confronti. Diventa grande ed improvvisamente inizia a ricevere colpi.

Vede secondo la sua vita e sa che se riceve colpi, vuol dire che compie degli atti non buoni, allora, si rivolge alla natura per ricevere una risposta su cosa non è a posto ed inizia a investigare. Se lo avesse saputo, lo avrebbe adempiuto. Così l’uomo inizia a capire che se il suo atteggiamento verso gli altri sarà buono e gli altri avranno verso di lui un buon atteggiamento, il rapporto fra loro, uno verso l’altro, sarà un rapporto “materno”, allora, tutti staranno bene.

Così si cerca di ritornare ad una situazione come era nella fanciullezza solo che, questa volta, ognuno è “madre” dell’altro. Questo atteggiamento è naturale ma ci sono delle situazioni non del tutto semplici delle quali si sono occupati milioni di persone durante la storia intera. Persone con grandi cervelli, sia ebrei che gentili, i quali svilupparono metodi di investigazioni molto approfonditi.

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