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miracoli

Ciò che differenziava Pietro dagli altri ragazzi era il dubbio. Egli credeva solamente nelle cose che poteva toccare, vedere o assaggiare. Per questo dubitava persino dell’esistenza dell’America o che la Terra fosse tonda.
Lo divertivano specialmente i racconti di un mago che viveva in un giardino magico al margine della città e che esaudiva i desideri di ognuno, anche le richieste più dispendiose.“I prestigiatori sono qualcosa di diverso. Loro possono tirar fuori conigli e colombe dai cappelli, svanire in una scatola e riapparire improvvisamente.
Io conosco addirittura un prestigiatore sapiente che ha imparato a volare fino al soffitto. I prestigiatori, però, non nascondono il fatto che i loro giochi di prestigio sono frutto solo di abilità e di illusione ottica. Mentre, che dire dei maghi?”. Questo ha sempre fatto sorridere Pietro. “Non esistono” – diceva - “vengono dalle favole!”. E poi magari, che maghi possono ancora esistere nell’era dei computer e degli aerei?Un giorno, Pietro, tornò a casa con il pullman, dopo aver visitato la nonna ammalata. Egli amava molto sua nonna e in quello specifico giorno era molto preoccupato per lei, dato che i suoi genitori gli avevano detto che non stava tanto bene e che le era ormai difficile uscir di casa. "Peccato non esista una medicina miracolosa che possa guarire la mia buona nonna", sospirò Pietro, "ma non esistono miracoli al mondo, lo so bene!"Pietro, immerso nei suoi pensieri, non si accorse che l'autobus era giunto in un posto a lui sconosciuto. Capì quindi di non essere sceso alla sua fermata abituale e saltò velocemente fuori prima che le porte si richiudessero. Uscendo dal pullman vide un muro di pietra non troppo alto. Su di esso poggiavano dei rami di alberi strani, con foglie sfavillanti e fulgide, ed aromi sconosciuti e piacevoli aleggiavano nell’aria. "Proprio così è descritto il giardino dove risiede quel mago di cui le persone parlano", si ricordò Pietro.

“Devo proprio controllare cosa c'è lì dentro”, pensò il ragazzo e, deciso, tirò verso di sé il cancello. Il giardino che gli si rivelò davanti era veramente bellissimo, proprio come lo aveva sentito descrivere. "Non ho mai visto piante ed alberi così insoliti", stava pensando meravigliato, quando improvvisamente, in fondo al giardino, vide infine un vecchio con la barba bianca, seduto pacificamente sulla panchina intento a leggere un libro. Pietro si fece coraggio e si avvicinò al vecchio misterioso e gli chiese: “Lei è il mago?”“Sì e no”, disse il vecchio e mise da parte il libro. Sembrava che da anni aspettasse che Pietro gli facesse questa domanda.
“Come sarebbe?” “Io faccio miracoli, ma solo... a metà”. “A metà?” chiese Pietro. Il vecchio si lisciò la barba e sorrise.
“Il fatto è che la mia forza magica funziona solo per un determinato periodo, finché la gente si ricorda che sono stato io ad aiutarli. Ma appena essi dimenticano chi ha fatto loro la magia, questa sparisce ed essi tornano alla vita che avevano prima. Purtroppo mi dimenticano molto presto e rimangono a mani vuote”.

“Non sono sicuro di aver capito”, ammise Pietro.
“Per esempio, tu chiedi alla mamma di comprarti un pallone da calcio. Finché non ricevi il regalo, tu ti ricordi della tua mamma, vero?”“Si”, annuì Pietro.“Ma quando cominci a giocare a calcio con i tuoi amici, ti scordi della mamma e pensi solamente a come segnare un gol”."Esatto!", disse Pietro.
"Succede proprio così anche con le mie magie. Sebbene con le mie magie si siano realizzati i desideri più buoni e necessari, la gente dimentica molto presto che è una magia e che esiste un mago che lo ha fatto per loro. Ed allora… tutto sparisce!"
"Aaah, ora ho capito!", disse Pietro, "...Posso provare anch’io... ad esprimere un desiderio?"

“Certo!", rispose sorridendo il vegliardo, "quando deciderai qual è il tuo desiderio, dì le parole magiche: “I miracoli esistono e subito il tuo desiderio si esaudirà”. "Grazie a te, amabile anziano!", disse Pietro, congedandosi da lui con gioia.
Tornando a casa, pensò: “Io desidero che la nonna guarisca! Si, però se mi dimentico che questo l’ha fatto il mago la nonna si riammalerà … no, non credo che sia una buona idea. Allora… forse una bicicletta? E sei poi vado in bici e mi dimentico che questo l’ha fatto il mago e la bici scompare? Uffa! Cosa posso fare?...
”Nel frattempo l'autobus era giunto alla sua fermata e Pietro si alzò. Intorno a lui c'erano molte persone: bambini ed anziani, uomini e donne. Persone con cesti della spesa e persone con costose borse di pelle. Pietro osservò tutti, curioso, e pensò: "Ognuno di loro ha di sicuro qualcosa che desidera molto…" e comprese allora cosa egli, desiderasse chiedere.

“Desidero che la gente si ricordi sempre che i miracoli succedono e che li fa il mago!”, disse il ragazzo ad alta voce ed aggiunse le parole magiche "i miracoli succedono!".
Quando aprì la porta di casa, all’improvviso squillò il telefono. Era la nonna:“Pietro, è successo un vero miracolo! Sono guarita!”
“Non ti ammalerai mai più nonna!” rispose Pietro, gioioso, ed iniziò a raccontare del mago che può esaudire ogni desiderio…"È solo importantissimo non dimenticarlo!"

Disegni: М.Gonopol’skij