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Cosa fare con le caratteristiche "negative" del bambino?

Da bambina con le “spine nel sedere” a ballerina di livello internazionale. Da bambino più indesiderato in classe a dirigente d’azienda di successo. Come può essere che una caratteristica che sembra negativa si trasformi in forza determinante nel proseguo della vita e qual è il principio spirituale che sta dietro a tutto questo? Quale è il corretto atteggiamento per quanto riguarda le qualità che ci sembrano negative?

Durante tutti gli anni dell’infanzia  scolastica, Jilian Lin  non poteva stare seduta tranquilla in classe. La bambina aveva quello che si suol dire “spine nel sedere”. Quando sua madre la portò ad un controllo per capire quale fosse il disturbo, l’esaminatore fece ascoltare alla bambina della musica. Dopo mezz’ora disse alla madre “sua figlia non ha nessun disturbo, è semplicemente una ballerina” Grazie alle sue doti Jilian Lin  divenne una delle ballerine e coreografe più grandi e apprezzate del mondo e fra l’altro creò la coreografia per “Il Fantasma dell’Opera” , il più grande successo nella storia di Broadway. “Le spine nel sedere” di Jilian non sono scomparse ma, con il corretto orientamento, sono divenute il suo maggior punto di forza ed hanno condotto la sua vita ad un percorso costellato di grandi successi.

Molte volte da genitori, da educatori o da semplici esseri umani, ci ritroviamo a pensare che una determinata caratteristica piuttosto che un’altra di un bambino o di una persona che conosciamo, sia solamente dannosa per lui e per gli altri. Non ne comprendiamo l’apporto per cui giudichiamo gli altri e noi stessi con severità, e   consideriamo queste caratteristiche  in maniera negativa. Sono molte le persone  che sarebbero pronte a liberarsi di caratteristiche che sembrano loro inutili o a nascondere il “problema” del bambino. Di fatto, ci  affrettiamo a giudicare situazioni che, in determinati momenti, sembrano negative. In una parte dei casi, col passare del tempo, il quadro si rischiara – non era veramente negativo, anzi talvolta si rivela persino l’opposto. L’esempio della ballerina Jilian Lin  è forse  estremo ma, scorrendo un po’ la propria vita, ognuno di noi troverà decine di  eventi  in cui il “male”  non era assoluto. Era un “male”  apparente, per un periodo di tempo limitato, per un determinato momento, fino a quando il quadro si rischiara.

 

La stessa cosa succede con le nostre caratteristiche "censurabili". Le giudichiamo  da un punto di vista limitato e con la stessa modalità vi ci rapportiamo. Consideriamo le cose da una angolazione  priva di ogni prospettiva, da un punto di vista superficiale.

E quando la persona giudica le proprie caratteristiche con questo metro, rileva che non necessita di una parte di esse. Questa è la modalità con la quale  giudichiamo noi stessi e le persone attorno a noi. E quando si tratta di bambini e di adolescenti che ricevono questo tipo di educazione allora anch'essi cominciano a guardarsi con lo stesso giudizio ed anch’essi saranno felici di rinunciare a queste caratteristiche. E quando ciò  avviene diventano persone vincolate, prive di creatività e unicità, con complessi di inferiorità e frustrati.

"Chi è saggio vede il nascituro" (Patriarchi 4,1; 2,13)

Frank Herbert scrisse nel suo libro “Creatori di dei”: “noi prendiamo  una parte di eternità e diciamo ‘guarda, qui è l’inizio e qui è la fine! Però questo è solo il nostro limitato punto di vista”. Con questa frase Herbert espresse un principio molto importante sul nostro modo di vedere. Similmente, secondo la Kabbalah, le ragioni e le giustificazioni delle nostre apparenti caratteristiche negative si possono scoprire solo quando si comprende la loro radice interiore che coglie il bel obbiettivo finale verso il  quale la natura indirizza.  E  fin quando la persona non comprende la finalità della sua natura ed inclinazione, non può sapere qual è la ragione delle diverse situazioni che  attraversa  durante la  vita e che per di più non riesce a giustificare.

Solo quando si vede la conclusione dell’opera, è possibile comprendere come le inclinazioni, le energie e le qualità  si aggreghino e come esse rispecchino il pensiero della Natura che sin dal principio le aveva create. Dalla consapevolezza dello scopo finale della vita, diventa evidente alla persona come gli fossero state necessarie situazioni  che gli sono apparse negative  all’inizio del proprio percorso. Le caratteristiche negative ricevono la corretta intenzione e rendono possibile, insieme al resto, raggiungere la condizione perfetta alla quale può arrivare ogni uomo.

Da ciò, nonostante la logica insegni diversamente e condanni le caratteristiche negative  che vorrebbe sradicare, dobbiamo educare i nostri bambini ad accettare le proprie  inclinazioni nonostante le limitazioni che abbiamo nel comprenderne la manifestazione. E di fatto non solo col nostro bambino: se le sue caratteristiche “negative” sono necessarie, allora è giocoforza che lo siano anche quelle degli altri.

Ma la cosa più importante di tutto  è che dovremmo soprattutto impegnarci non tanto sullo sradicamento delle inclinazioni negative, quanto sull’insegnamento di come servirsene per la crescita e lo sviluppo della personalità del bambino. Da questo deriva la corretta attitudine per l’educazione dei bambini, per il rapporto col prossimo e per costruire la società. Quando al bambino viene insegnato come servirsi correttamente delle proprie qualità, equilibrio e sollievo verranno da sé. La qualità non disturberà più l’ambiente o il bambino, anzi sarà l’opposto.

La Saggezza della Kabbalah insegna all’uomo come costruire sé stesso e la società, come servirsi delle proprie qualità in maniera corretta e come l’umanità deve trasformarsi per evolvere efficientemente e velocemente verso la completezza. La sintonizzazione delle qualità e delle inclinazioni “indesiderate” assicurano un percorso sicuro, che porta direttamente all’obbiettivo e al significato della vita.

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