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LA KABBALAH AI NOSTRI TEMPI

La Kabbalah ai nostri tempi

Spiritualità, Kabbalah e il 21° secolo

Perché Spiritualità?

I kabbalisti hanno scoperto che i nostri desideri di piacere si evolvono in cinque stadi:

  • Il primo e più fondamentale desiderio è il desiderio di cibo, salute, sesso e famiglia. Questi sono desideri necessari per la nostra sopravvivenza.
  • Il secondo stadio è l’aspirazione alla ricchezza. Qui pensiamo che il denaro garantisca la sopravvivenza e una buona qualità della vita.
  • Il terzo è il desiderio di onore e potere. Qui ci piace controllare gli altri, così come noi stessi.
  • Nella quarta fase appare il desiderio di conoscenza. Qui pensiamo che avere la conoscenza ci renderà felici.
  • Ma solo quando appare il quinto e ultimo stadio del desiderio, veniamo attratti da un “qualcosa” sconosciuto che è al di là di noi. Qui sentiamo che connetterci a questo “qualcosa” sconosciuto può portarci un godimento maggiore e duraturo, e cerchiamo modi per stabilire questa connessione. Questo desiderio di qualcosa di più elevato è chiamato “il desiderio di spiritualità”.

 

Di seguito è riportata una spiegazione approfondita del processo, fornita dal Dott. Rav Michael Laitman:

Perché ora?

Lo Zohar affermò che è proprio nella nostra era che la saggezza della Kabbalah sarebbe stata rivelata. Questo perché i desideri delle persone si sarebbero evoluti e avrebbero iniziato a richiedere un appagamento spirituale: realizzazione, comprensione e sensazione di una vita pacifica oltre quella attuale, e che solo la saggezza della Kabbalah sarebbe stata in grado di fornire questo appagamento.

Perché la Kabbalah?

Chi ha un desiderio di spiritualità è diverso da chi cerca appagamenti terreni e umani (cioè gli stadi del desiderio da 1 a 4 delineati sopra). Sappiamo già come soddisfare i nostri bisogni terreni e umani, ma quando si risveglia il desiderio di spiritualità, non sappiamo più come placarlo.

La maggior parte delle persone che oggi hanno un desiderio di spiritualità non sono nemmeno consapevoli di averlo. Alcune di queste persone con un desiderio di spiritualità potrebbero persino disprezzare la stessa parola “spiritualità” pensando che sia qualcosa di irrealistico e irrealizzabile. Queste persone sentono la loro vita vuota e senza scopo, senza sapere che ciò è dovuto a questo nuovo, più evoluto desiderio di spiritualità che si sta risvegliando in loro. Non sono consapevoli che questa è la ragione della loro insoddisfazione e malcontento per la vita.

Da bambini, molte persone si chiedono: “Per cosa vivo?” Ma con il passare degli anni siamo sommersi da desideri e tentazioni che ci distolgono da questa domanda e la necessità di trovare una risposta genuina si affievolisce.

Tuttavia, a un certo punto, si risveglia il desiderio di spiritualità, e con esso le domande. Coloro che insistono nel trovare le risposte vengono alla Kabbalah, che è stata specificamente progettata per fornire la via alle loro risposte.

Coloro che insistono nel trovare risposte alle domande sul significato e lo scopo della vita si rivolgono alla Kabbalah, che è stata specificamente progettata per fornire la via alle loro risposte. Condividi il Tweet

GLOSSARIO semplificato

dei termini studiati al corso

600.000 anime: frammenti dell’unica creazione, dell’anima generale chiamata “Adamo”. E’ una qualità della connessione.

Adam HaRishon: (Adamo) l’anima creata in principio prima della frammentazione. E’ la prima struttura che ha il desiderio di assomigliare al Borè.

Anima: La creatura, il desiderio originale che è stato creato.

Ari: L’abbreviazione di Ashkenazi Rav Yitzhak, il nome completo è Yitzhak Luria Ashkenazi (1534 – 1572). Il fondatore della Scuola Lurianica di Kabbalah, il metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore (XVI sec.).

Baal HaSulam: Il secondo nome di Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884 – 1954). L’autore del metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore, l’autore del commentario dello Zohar e tutti i lavori di Ari.

Binà:  la fase 2 della creazione, proprietà di dazione nella creazione.

Borè: significa Creatore e deriva dall’ebraico Bo-re (vieni e vedi-verifica).  Non è qualcosa di cui avere fede, è la forza dell’amore e della dazione.

Chochmà: (Saggezza) è la fase 1 della creazione.

Corpo: (Guf) sono i desideri che eseguono le intenzioni del Rosh del Parzuf.

Correzione: (Tikkun) cambiare l’intenzione del desiderio di ricevere per modificare la percezione della realtà.

Creatura: deriva dalla parola ebraica Nivrà che vuol dire fuori dal grado, cioè che non ha ancora conseguito la realtà spirituale.

Desiderio: il motore sia della vita biologica sia della vita spirituale.

Divinità: desiderio speciale di conseguire la Fonte di tutta la vita.

Egitto: desiderio di ricevere egoistico.

Ein Od Milvado: significa non esiste nulla tranne Lui.

Incarnazione: ciclo che fa l’anima in ogni gradino spirituale, anche nella stessa vita.

Israele: combinazione di 2 parole Yashar-El e significa dritto al Borè. Coloro che hanno il desiderio di conseguire la dazione si chiamano Israele.

Kabbalah: saggezza della ricezione del bene.

Keter: (Corona) detta fase radice, fase zero. E’ l’essenza del Divino, della dazione e dell’amore.

Kli: vaso, desiderio (plurale Kelim).

Luce: il piacere, il conseguimento del desiderio di dare.

Malchut: (Regno) è la quarta e ultima fase dello sviluppo del desiderio di ricevere.

Mitzvah: (precetto, plurale Mitzvot), comandamento. Ogni atto che mi avvicina alla realtà dell’anima di Adam HaRishon. E’ la correzione del cuore.

Mondo spirituale: realtà che è fuori dal nostro mondo e dalla nostra natura.

Nazioni del mondo: sono tutti i desideri comuni.

Neshamà: è l’anima in ebraico.

Olam: significa mondo e deriva dalla parola Alamà (occultamento).

Parlante: è l’Adamo che è in noi, il punto nel cuore

Partzuf: Struttura spirituale che consiste in dieci Sefirot.

Pitcha: in ebraico significa prefazione. E’ l’introduzione alla struttura dei mondi superiori.

Punto nel cuore: un desiderio nuovo per la spiritualità, desiderio di dare.

Rabash: Abbreviazione del Rav Baruch Shalom, nome completo Baruch Shalom HaLevi Ashlag  (1906 – 1991), l’autore del libro “ Shlavey Sulam” (“ I gradini della scala” in ebraico) – una descrizione dettagliata dell’ascesa dell’uomo al mondo Spirituale.

Rashbi: Rabbi Shimon Bar Yochai, l’autore dello Zohar (III sec. A. C. ).

Radice: è il conseguimento finale dei kabbalisti, la sorgente di tutti i conseguimenti. La dazione, il desiderio di dare.

Ramo: è il desiderio di ricevere.

Rosh: è il capo, la testa del Partzuf, dove ci sono le intenzioni.

Santità: (Kedushà) deriva dalla parola Kadosh (distinto e separato dall’ego).

Sefira: (plurale Sefirot) è l’ego corretto ad un certo livello, in un certo modo. Quindi, risplende ed è chiamato Sefirot (che viene dal termine ebraico “sapphire”) luminoso.

Spiritualità: la forza della dazione

Torah: significa luce (dalla parola Horaa che significa “Insegnamenti”, o dalla parola Ohr “Luce”). E’ un testo che esprime le correzioni che bisogna fare nel desiderio di ricevere.

Yud Hey Vav Hey: è il Tetragramma, il nome del Borè. È l’algoritmo, il calco di tutta la creazione.

Zeir Anpin: (Piccolo Volto) è la fase 3 della creazione, ricevere al fine di dare, è una struttura spirituale già realizzata ma in forma piccola, non consapevole.

Zohar: libro dello splendore. E’ un testo fondamentale per la saggezza della Kabbalah, scritto da 10 kabbalisti che hanno conseguito pienamente questa saggezza.

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