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Lettera n. 58

Gerusalemme, 1932

 

Al santo rav la cui luce brillerà in eterno…:

…La domanda era: “Che cosa significa ‘Haman dalla Torah, da dove?’, dal versetto “Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?” Egli disse che la domanda era: “Dove troviamo nella Torah che il Creatore chiamerà un messaggero per riformare una persona contro la sua volontà, come successe con Haman?”, e come è scritto: “Porrò su di te un re come Haman e ti pentirai contro la tua volontà”.

Questo è quello che i nostri saggi hanno esposto circa il versetto: “Hai mangiato dall’albero”, ecc., poiché allora fu creata l’inclinazione al male – l’angelo della morte -, costringendo l’uomo ad impegnarsi nella Torah, come è scritto: “Ho creato l’inclinazione al male, ho creato la Torah come spezia”. Se l’uomo non s’impegna nella Torah, l’inclinazione al male lo condannerà a morte.

Ne consegue che la rivelazione del peccato dell’albero della conoscenza che condanna a morte- spiegata nelle parole: “dall’albero”, ecc., – è il messaggero che costringe l’uomo a correggersi contro la sua volontà. Questo è simile a “Porrò su di te un re come Haman e ti pentirai contro la tua volontà”.

Se l’uomo non fosse stato intrappolato nella rete del serpente, se avesse aspettato lo Shabbat ed avesse mangiato dall’albero della vita prima di mangiare dall’albero della conoscenza, sarebbe stato ricompensato con la Tikkun [correzione] dell’inclinazione al male che diventa spezia per la Torah. Egli non avrebbe avuto bisogno di un messaggero che lo obbligasse quale è Haman, come è scritto in: “Ho creato l’inclinazione al male, ho creato la Torah come spezia”. Al contrario, l’inclinazione al male sarebbe diventata una spezia per la Torah, e adesso che egli ha peccato, ha bisogno di un messaggero che lo forzi.

A questo ho aggiunto, in accordo ad una fonte superiore, che questo è presente nella santità dello Shabbat, che l’inclinazione al male che si trasforma in spezia per la Torah è il pasto della sera dello Shabbat. Questo è ciò che viene lasciato intendere nei canti dell’ARI: “Entrare attraverso le aperture nel campo delle mele”, così come in “Questa è la porta verso il Signore”, e com’è spiegato attraverso il resto di quei canti.

Durante lo Shabbat, al pasto del santo Atik, è possibile ricevere dal luogo più elevato, poiché la Torah non ha bisogno di nessuna spezia, come è nel verso “La Torah ed il Creatore sono uno”, ascendendo al mondo di Atzilut, dove è detto: “Non ti verrà arrecato alcun danno”. Ne consegue, perciò, che, se Adam HaRishon avesse aspettato con il suo Zivug per lo Shabbat, sarebbe stato ricompensato con il meraviglioso livello “La Torah ed il Creatore sono uno”, poiché al tempo di Adam HaRishon i mondi erano molto elevati, com’è riportato nel saggio Kedoshim [i santi] di Rashbi.

In verità, persino dopo il peccato egli avrebbe potuto innalzarsi fino ad Atzilut attraverso l’ascesa dello Shabbat senza scendere da lì. Questo è il significato di ciò che è scritto: “Che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre”. Lì era nella forma di “La Torah ed il Creatore sono uno”. Ma il Creatore lo cacciò via da lì, come è scritto: “Ed Egli cacciò via l’uomo”. Dovremmo chiedere: “Perché il Creatore dovrebbe preoccuparsi del fatto che l’uomo ha mangiato dall’albero della vita e ha vissuto in eterno?”

La risposta è che tutta la meravigliosa Kedusha [santità] di “Il Creatore e la Torah sono uno” che era stata rivelata nello Shabbat era solo in prestito. Lo Shabbat è un risveglio dall’alto senza nessun risveglio dal basso. Ma la Torah si completa solo attraverso un risveglio dal basso, osservando la Torah e le Mitzvot. Dobbiamo perciò domandarci perché l’uomo fu ricompensato con la totalità da parte del Creatore se la sua Torah era ancora incompleta.

Questo è quello che i saggi risposero riguardo a ciò che il Creatore disse: “Essi prendono in prestito su Mia garanzia ed io riscuoto”. Ossia: “Io posso prestare loro la totalità della Torah nella maniera più completa, fino a che non sarà sufficiente per “La Torah ed il Creatore sono uno” perché “Io riscuoto”. Il che significa che non ho assolutamente nessuna paura di “Presta al malvagio ed egli non pagherà”, poiché Io posso porre su di voi un re come Haman e voi vi pentirete contro il vostro volere ed osserverete la Torah con amore.

“Tutto ciò che è destinato ad essere riscosso, è considerato riscosso”. Perciò, vi sto prestando nel giorno dello Shabbat, come è scritto: “Ed un giusto perdona e dà”. Questo è il motivo per cui il Creatore non volle che l’uomo “Stenda la sua mano e prenda anche dall’albero della vita”, poiché allora Adam HaRishon non starebbe pagando e rivelando la Torah come risveglio dal basso, e questo sarebbe rimasto come un prestito.

Questo lo renderebbe senza basi fin dall’inizio perché una Torah che non è completa, non merita di essere “La Torah ed il Creatore sono uno”. Tuttavia, il Creatore considera il prestito come se fosse già stato restituito, poiché Egli lo può esigere forzatamente e “Tutto ciò che è destinato ad essere riscosso, è considerato riscosso”.  Quindi, Egli davvero forzò Adam: “Ed Egli scacciò l’uomo”, allo scopo di ripagare il debito. In verità, la sospensione deriva anche dall’aver mangiato dell’albero della conoscenza, e questo è il significato di ciò che i nostri saggi dissero circa il versetto: “La calunnia è terribile per la gente”, il peccato dell’albero della conoscenza, “Sei arrivato a lui con la calunnia”. Con ciò che abbiamo detto, comprendiamo che avviene al fine di forzarlo a pagare il suo prestito.

Con queste parole comprendiamo anche le sue sante parole quando fece l’accenno al fatto che Haman è dalla Torah, poiché l’albero della conoscenza è il discernimento di “Porrò su di te un re come Haman”, ecc. Proprio come Haman desiderava distruggere, uccidere ed annientare tutti gli Ebrei, donne e bambini in un solo giorno, così è l’albero della conoscenza: “Perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai”.

E proprio come Lui li forzò a pentirsi dall’amore attraverso la paura di morire a causa dell’editto di Haman, allo stesso modo la sopra citata rivelazione del peccato, come è scritto “Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato? ecc.”, costringerà l’uomo a pentirsi dall’amore, come in “Ho creato l’inclinazione al male, ho creato la Torah come spezia”. É così perché se l’uomo non s’impegnerà nella Torah, morirà immediatamente a causa del serpente.

Possa il Creatore aiutarci a pagare per quello che abbiamo preso in prestito e che ci possa essere garantita completa redenzione.

GLOSSARIO semplificato

dei termini studiati al corso

600.000 anime: frammenti dell’unica creazione, dell’anima generale chiamata “Adamo”. E’ una qualità della connessione.

Adam HaRishon: (Adamo) l’anima creata in principio prima della frammentazione. E’ la prima struttura che ha il desiderio di assomigliare al Borè.

Anima: La creatura, il desiderio originale che è stato creato.

Ari: L’abbreviazione di Ashkenazi Rav Yitzhak, il nome completo è Yitzhak Luria Ashkenazi (1534 – 1572). Il fondatore della Scuola Lurianica di Kabbalah, il metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore (XVI sec.).

Baal HaSulam: Il secondo nome di Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884 – 1954). L’autore del metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore, l’autore del commentario dello Zohar e tutti i lavori di Ari.

Binà:  la fase 2 della creazione, proprietà di dazione nella creazione.

Borè: significa Creatore e deriva dall’ebraico Bo-re (vieni e vedi-verifica).  Non è qualcosa di cui avere fede, è la forza dell’amore e della dazione.

Chochmà: (Saggezza) è la fase 1 della creazione.

Corpo: (Guf) sono i desideri che eseguono le intenzioni del Rosh del Parzuf.

Correzione: (Tikkun) cambiare l’intenzione del desiderio di ricevere per modificare la percezione della realtà.

Creatura: deriva dalla parola ebraica Nivrà che vuol dire fuori dal grado, cioè che non ha ancora conseguito la realtà spirituale.

Desiderio: il motore sia della vita biologica sia della vita spirituale.

Divinità: desiderio speciale di conseguire la Fonte di tutta la vita.

Egitto: desiderio di ricevere egoistico.

Ein Od Milvado: significa non esiste nulla tranne Lui.

Incarnazione: ciclo che fa l’anima in ogni gradino spirituale, anche nella stessa vita.

Israele: combinazione di 2 parole Yashar-El e significa dritto al Borè. Coloro che hanno il desiderio di conseguire la dazione si chiamano Israele.

Kabbalah: saggezza della ricezione del bene.

Keter: (Corona) detta fase radice, fase zero. E’ l’essenza del Divino, della dazione e dell’amore.

Kli: vaso, desiderio (plurale Kelim).

Luce: il piacere, il conseguimento del desiderio di dare.

Malchut: (Regno) è la quarta e ultima fase dello sviluppo del desiderio di ricevere.

Mitzvah: (precetto, plurale Mitzvot), comandamento. Ogni atto che mi avvicina alla realtà dell’anima di Adam HaRishon. E’ la correzione del cuore.

Mondo spirituale: realtà che è fuori dal nostro mondo e dalla nostra natura.

Nazioni del mondo: sono tutti i desideri comuni.

Neshamà: è l’anima in ebraico.

Olam: significa mondo e deriva dalla parola Alamà (occultamento).

Parlante: è l’Adamo che è in noi, il punto nel cuore

Partzuf: Struttura spirituale che consiste in dieci Sefirot.

Pitcha: in ebraico significa prefazione. E’ l’introduzione alla struttura dei mondi superiori.

Punto nel cuore: un desiderio nuovo per la spiritualità, desiderio di dare.

Rabash: Abbreviazione del Rav Baruch Shalom, nome completo Baruch Shalom HaLevi Ashlag  (1906 – 1991), l’autore del libro “ Shlavey Sulam” (“ I gradini della scala” in ebraico) – una descrizione dettagliata dell’ascesa dell’uomo al mondo Spirituale.

Rashbi: Rabbi Shimon Bar Yochai, l’autore dello Zohar (III sec. A. C. ).

Radice: è il conseguimento finale dei kabbalisti, la sorgente di tutti i conseguimenti. La dazione, il desiderio di dare.

Ramo: è il desiderio di ricevere.

Rosh: è il capo, la testa del Partzuf, dove ci sono le intenzioni.

Santità: (Kedushà) deriva dalla parola Kadosh (distinto e separato dall’ego).

Sefira: (plurale Sefirot) è l’ego corretto ad un certo livello, in un certo modo. Quindi, risplende ed è chiamato Sefirot (che viene dal termine ebraico “sapphire”) luminoso.

Spiritualità: la forza della dazione

Torah: significa luce (dalla parola Horaa che significa “Insegnamenti”, o dalla parola Ohr “Luce”). E’ un testo che esprime le correzioni che bisogna fare nel desiderio di ricevere.

Yud Hey Vav Hey: è il Tetragramma, il nome del Borè. È l’algoritmo, il calco di tutta la creazione.

Zeir Anpin: (Piccolo Volto) è la fase 3 della creazione, ricevere al fine di dare, è una struttura spirituale già realizzata ma in forma piccola, non consapevole.

Zohar: libro dello splendore. E’ un testo fondamentale per la saggezza della Kabbalah, scritto da 10 kabbalisti che hanno conseguito pienamente questa saggezza.

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