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Lettera n.47

Egregio … per me caro come la mia anima … per l’eternità.

Oggi mi sono giunte le tue parole ed io vi vedo una cosa: che hai nei miei confronti un enorme timore che io  mi allontani da te, anche per un pelo. In effetti, sì, è impresso in chi viene al mondo e dà invero il permesso … di attirare la vera abbondanza verso un’altra parte e, dove l’abbondanza del timore deve operare su di te in modo che tu veda nel tuo cuore, incessantemente e sempre, che il tuo cuore non sia lontano da me nemmeno per un pelo, tu ribalti questo timore nei miei confronti: che il mio cuore non si allontani da te. E ti sei trovato a lavorare faticosamente e a correggere nel posto integro che non si è mai guastato. E il posto frantumato è rimasto nel suo guasto, senza prestarvi alcuna attenzione. Sapevo che anche queste parole sarebbero state opache per te, che tu non avresti compreso la loro origine e che in un tempo di letizia potrai purtroppo pensare ancora (così).

Il mio cuore, mio caro, anela ardentemente nei tuoi riguardi, (desiderando) lanciare nella tua gola una goccia di verità, la quale non ha nessun obbligo in tutte le 613 membra del corpo, costruzione dell’umano, e quante volte lo hai compreso dalla mia bocca e, ciononostante, ogni volta che io avvicino a te una cosa vera, tu lotti con me con tutta la tua forza. Invero, la natura della spiritualità è tale che chi è attaccato al Creatore percepisce se stesso nella distinzione di non attaccato, si preoccupa e tentenna a proposito, facendo tutto ciò che può e ha la forza di fare per meritare l’Adesione.

Perché il saggio si sente all’opposto di chi non è attaccato al Creatore, il quale si sente soddisfatto e sazio e non si preoccuperà in modo appropriato altro che di adempiere la mitzvà della preoccupazione e della nostalgia, perché “lo stupido non percepisce”. Proprio  come non è possibile insegnare al cieco dalla nascita l’essenza della mancanza della vista altro che elargendogli la vista, così è questa cosa, considerala attentamente.

Ho già scritto che voi sbagliate nei miei riguardi, nel dire che io sono andato via da voi; dovete invece comprendere che siete voi che siete andati via da me. Credetemi! I miei occhi e il mio cuore sono sempre con voi, senza la sensazione della lontananza del posto e del tempo, tutt’altro! E se non avreste avuto bisogno della conoscenza di chi ascolta, sareste stati testimoni oculari di questa cosa. E, viceversa, l’allontanamento materiale da voi è capace di operare in voi più in fretta.  Sappiate che l’ho veramente sperato e che così io spero, se comprenderete di più.

È vero che anch’io tasto la linea del merito per voi, immaginandomi l’aria di Gerusalemme, che essa sia costruita e approntata, quando mi trovo davanti ai vostri occhi e, ancor più, nel tempo dell’occultamento nei vostri confronti. Questa è la ragione per la quale io ho allestito per voi degli assetti per mezzo dei quali si è comunque capaci di resistere e mantenere una situazione senza propendere all’indietro. Il più speciale di tutti è l’attaccamento agli amici ed io ho assicurato, per certo, che quest’amore ne è capace. Vi ho anche ricordato ogni cosa buona della quale avete bisogno e, se voi vi foste comunque rafforzati in questo, sareste andati da una vittoria all’altra nelle ascese spirituali, come vi ho promesso dapprima.

E come perdonarvi a questo proposito? La scala posta in terra è disoccupata, non avendo chi la salga e vi si arrampichi. E voi direte ‘domani’ invece di ‘oggi’. Ditemi voi, per favore, che guadagno trarrete dal mio perdono, allora lo saprò e vi risponderò. Io non delibero decreti né promulgo leggi, e questo lo sapete anche voi a sufficienza. Io non avrei perso le staffe se non mi fossi spaventato per un’inclinazione all’indietro, cosa che è stata molto, molto difficile per me. Io sono come chi si duole per l’estensione del tempo … però la mia anima ne ha sofferto in una misura che non fu presunta in anticipo anche in una situazione piana, tanto più nel tentennamento verso il vostro retro. Ho visto questo a priori e vi ho detto di correggere (la cosa) prima dell’atto stesso. Continuerò pertanto a ricordarvi nuovamente la validità dell’amore degli amici, sopratutto in questo periodo. Da esso dipende il nostro diritto di vivere, e proprio nei suoi riguardi viene misurata l’unità di misura del nostro prossimo successo.

Distoglietevi, quindi, da tutte le occupazioni immaginarie e prestate attenzione a pensare pensieri e inventare le giuste invenzioni per collegare i vostri cuori in un unico cuore, e in voi si adempierà letteralmente lo scritto “ama il tuo amico come te stesso”, perché “il testo sacro non esce dal suo significato letterale”. E voi sarete puliti per merito del pensiero dell’amore che coprirà tutti i peccati. Verificate la mia affermazione (alla lettera: esaminatemi) a questo proposito, incominciando a collegarvi con amore nella vera misura. Allora voi vedrete e “il palato gusterà”, e tutte le creature non interromperanno fra me e te. E questo basta a chi comprende.

E per quanto riguarda la tua negligenza nel giungere alla preghiera, conosco e percepisco il tuo fato e il tuo dispiacere. E se non fosse (per il fatto) che non vedo che la misura della perdita non sia diminuita per la causa giustificabile, non avrei detto niente.

Yeuda Leiv

GLOSSARIO semplificato

dei termini studiati al corso

600.000 anime: frammenti dell’unica creazione, dell’anima generale chiamata “Adamo”. E’ una qualità della connessione.

Adam HaRishon: (Adamo) l’anima creata in principio prima della frammentazione. E’ la prima struttura che ha il desiderio di assomigliare al Borè.

Anima: La creatura, il desiderio originale che è stato creato.

Ari: L’abbreviazione di Ashkenazi Rav Yitzhak, il nome completo è Yitzhak Luria Ashkenazi (1534 – 1572). Il fondatore della Scuola Lurianica di Kabbalah, il metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore (XVI sec.).

Baal HaSulam: Il secondo nome di Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884 – 1954). L’autore del metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore, l’autore del commentario dello Zohar e tutti i lavori di Ari.

Binà:  la fase 2 della creazione, proprietà di dazione nella creazione.

Borè: significa Creatore e deriva dall’ebraico Bo-re (vieni e vedi-verifica).  Non è qualcosa di cui avere fede, è la forza dell’amore e della dazione.

Chochmà: (Saggezza) è la fase 1 della creazione.

Corpo: (Guf) sono i desideri che eseguono le intenzioni del Rosh del Parzuf.

Correzione: (Tikkun) cambiare l’intenzione del desiderio di ricevere per modificare la percezione della realtà.

Creatura: deriva dalla parola ebraica Nivrà che vuol dire fuori dal grado, cioè che non ha ancora conseguito la realtà spirituale.

Desiderio: il motore sia della vita biologica sia della vita spirituale.

Divinità: desiderio speciale di conseguire la Fonte di tutta la vita.

Egitto: desiderio di ricevere egoistico.

Ein Od Milvado: significa non esiste nulla tranne Lui.

Incarnazione: ciclo che fa l’anima in ogni gradino spirituale, anche nella stessa vita.

Israele: combinazione di 2 parole Yashar-El e significa dritto al Borè. Coloro che hanno il desiderio di conseguire la dazione si chiamano Israele.

Kabbalah: saggezza della ricezione del bene.

Keter: (Corona) detta fase radice, fase zero. E’ l’essenza del Divino, della dazione e dell’amore.

Kli: vaso, desiderio (plurale Kelim).

Luce: il piacere, il conseguimento del desiderio di dare.

Malchut: (Regno) è la quarta e ultima fase dello sviluppo del desiderio di ricevere.

Mitzvah: (precetto, plurale Mitzvot), comandamento. Ogni atto che mi avvicina alla realtà dell’anima di Adam HaRishon. E’ la correzione del cuore.

Mondo spirituale: realtà che è fuori dal nostro mondo e dalla nostra natura.

Nazioni del mondo: sono tutti i desideri comuni.

Neshamà: è l’anima in ebraico.

Olam: significa mondo e deriva dalla parola Alamà (occultamento).

Parlante: è l’Adamo che è in noi, il punto nel cuore

Partzuf: Struttura spirituale che consiste in dieci Sefirot.

Pitcha: in ebraico significa prefazione. E’ l’introduzione alla struttura dei mondi superiori.

Punto nel cuore: un desiderio nuovo per la spiritualità, desiderio di dare.

Rabash: Abbreviazione del Rav Baruch Shalom, nome completo Baruch Shalom HaLevi Ashlag  (1906 – 1991), l’autore del libro “ Shlavey Sulam” (“ I gradini della scala” in ebraico) – una descrizione dettagliata dell’ascesa dell’uomo al mondo Spirituale.

Rashbi: Rabbi Shimon Bar Yochai, l’autore dello Zohar (III sec. A. C. ).

Radice: è il conseguimento finale dei kabbalisti, la sorgente di tutti i conseguimenti. La dazione, il desiderio di dare.

Ramo: è il desiderio di ricevere.

Rosh: è il capo, la testa del Partzuf, dove ci sono le intenzioni.

Santità: (Kedushà) deriva dalla parola Kadosh (distinto e separato dall’ego).

Sefira: (plurale Sefirot) è l’ego corretto ad un certo livello, in un certo modo. Quindi, risplende ed è chiamato Sefirot (che viene dal termine ebraico “sapphire”) luminoso.

Spiritualità: la forza della dazione

Torah: significa luce (dalla parola Horaa che significa “Insegnamenti”, o dalla parola Ohr “Luce”). E’ un testo che esprime le correzioni che bisogna fare nel desiderio di ricevere.

Yud Hey Vav Hey: è il Tetragramma, il nome del Borè. È l’algoritmo, il calco di tutta la creazione.

Zeir Anpin: (Piccolo Volto) è la fase 3 della creazione, ricevere al fine di dare, è una struttura spirituale già realizzata ma in forma piccola, non consapevole.

Zohar: libro dello splendore. E’ un testo fondamentale per la saggezza della Kabbalah, scritto da 10 kabbalisti che hanno conseguito pienamente questa saggezza.

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