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Risvegliare l’Angelo della Vita ed abbattere l’Angelo della Morte

(il tredicesimo precetto)

…Ci sono due angeli designati: uno sulla vita e uno sulla morte. Entrambi governano sull’uomo dall’Alto. E quando l’uomo riscatta suo figlio, lo riscatta dall’angelo incaricato della morte, in modo tale che l’angelo non possa più governare sul suo primogenito. Perciò, è scritto: E IL CREATORE VIDE TUTTO CIO’ CHE AVEVA FATTO (questo in generale) E VIDE CHE ERA MOLTO BUONO si riferisce all’angelo della vita, mentre la parola MOLTO si riferisce all’angelo della morte. Quindi, per mezzo di questa azione di riscatto, l’angelo della viene rafforzato e l’angelo della morte viene indebolito. Grazie a questo riscatto viene riacquistata la vita, perchè il lato del male lo lascia stare e non si aggrappa più a lui.

(Il Libro dello Zohar, Prefazione, brano 246)

Nell’articolo “I due designati” l’autore del libro Lo Zohar, il Tana Rabbi Shimon Bar Yochai (Rashbi) ci espone i misteri della Creazione e ci insegna che le due forze spirituali Ne formano la base: “L’angelo della vita” e “L’angelo della morte”.

Però prima di accedere alla lettura del libro Lo Zohar, dobbiamo ricordarci la regola basilare definita dai Kabbalisti: tutti i personaggi, le persone ed i misteriosi racconti presentati nel libro simboleggiano solamente forze e processi spirituali e nient’altro.

“L’angelo della vita e l’angelo della morte”, riguardo i quali ci racconta Rashbi, simboleggiano due forze spirituali che operano in ognuno di noi.   

L’angelo della vita è la forza che innalza l’uomo verso la sensazione della spiritualità. Questa sensazione sublime è chiamata nella Saggezza della Kabbalah “Vita”.

In confronto all’angelo della vita, l’angelo della morte è la forza che attira l’uomo verso direzioni che lo allontanano dalla Vita Spirituale e di conseguenza è chiamato “Il responsabile della morte“.

Queste due forze, anche se non sembra così, hanno lo stesso compito, quello di attirare l’uomo alla Spiritualità, solo che ognuna lo compie in modo diverso. Quando l’uomo sceglie di allontanarsi dalla Spiritualità, l’angelo della morte lo induce a percepire un senso di vuoto e d’insoddisfazione, riportandolo così alla Spiritualità.

Quando, al contrario, l’uomo sceglie di interessarsi alla Saggezza della Kabbalah, percepisce come la forza della Vita lo conduce in modo positivo e piacevole verso il conseguimento del mondo Spirituale. Lo Zohar spiega che se l’uomo attua il metodo che porta all’elevazione Spirituale, evita le sensazioni negative che porta con sé il responsabile della morte.

Il riscatto del primogenito

Quando l’uomo risponde al richiamo dell’angelo della vita e studia per mezzo della Saggezza della Kabbalah il Mondo Spirituale, egli giunge alla situazione denominata “Il riscatto del primogenito”.

Il concetto “Ben” (figlio) simboleggia nella Kabbalah la situazione Spirituale seguente che l’uomo agogna di raggiungere, mentre il concetto “Av” (padre) simboleggia l’attuale gradino Spirituale nel quale egli si trova.

La saggezza della Kabbalah aiuta l’uomo ad accrescere e a rafforzare la propria attrazione verso la Spiritualità, risvegliando in questo modo l’angelo della Vita. Quando questo succede, l’angelo della morte s’indebolisce e l’uomo si libera dal suo dominio. Egli giunge alla situazione Spirituale denominata “Ben“, il che vuol dire innalzarsi al gradino spirituale successivo. “Il riscatto del primogenito” simboleggia l’intenzione dell’uomo di giungere a questa elevata situazione o, in altre parole, nascere verso la prossima fase del suo sviluppo spirituale.

Il libro dello Zohar ci ha raccontato già duemila anni fa che giungerà il tempo nel quale queste due forze si risveglieranno in molte persone, apportando uno speciale processo Spirituale. I Kabbalisti più eminenti hanno definito che questo processo inizia già ai nostri tempi, in un periodo nel quale molti percepiscono un crescente bisogno di comprendere per quale fine essi vivono.

L’angelo della vita, il quale si risveglia al giorno d’oggi in molti di noi, ci dà l’opportunità di percepire il Mondo Spirituale in tutta la sua magnificenza. L’unica cosa che ci rimane da fare è lasciar posto alla saggezza della Kabbalah nella nostra vita e così giungere, assieme all’intera umanità, alla vetta del percorso Spirituale. Solamente allora noi tutti giungeremo alla completa consapevolezza del Mondo Spirituale e al godimento infinito che porta con sé l’angelo della Vita.

GLOSSARIO semplificato

dei termini studiati al corso

600.000 anime: frammenti dell’unica creazione, dell’anima generale chiamata “Adamo”. E’ una qualità della connessione.

Adam HaRishon: (Adamo) l’anima creata in principio prima della frammentazione. E’ la prima struttura che ha il desiderio di assomigliare al Borè.

Anima: La creatura, il desiderio originale che è stato creato.

Ari: L’abbreviazione di Ashkenazi Rav Yitzhak, il nome completo è Yitzhak Luria Ashkenazi (1534 – 1572). Il fondatore della Scuola Lurianica di Kabbalah, il metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore (XVI sec.).

Baal HaSulam: Il secondo nome di Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884 – 1954). L’autore del metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore, l’autore del commentario dello Zohar e tutti i lavori di Ari.

Binà:  la fase 2 della creazione, proprietà di dazione nella creazione.

Borè: significa Creatore e deriva dall’ebraico Bo-re (vieni e vedi-verifica).  Non è qualcosa di cui avere fede, è la forza dell’amore e della dazione.

Chochmà: (Saggezza) è la fase 1 della creazione.

Corpo: (Guf) sono i desideri che eseguono le intenzioni del Rosh del Parzuf.

Correzione: (Tikkun) cambiare l’intenzione del desiderio di ricevere per modificare la percezione della realtà.

Creatura: deriva dalla parola ebraica Nivrà che vuol dire fuori dal grado, cioè che non ha ancora conseguito la realtà spirituale.

Desiderio: il motore sia della vita biologica sia della vita spirituale.

Divinità: desiderio speciale di conseguire la Fonte di tutta la vita.

Egitto: desiderio di ricevere egoistico.

Ein Od Milvado: significa non esiste nulla tranne Lui.

Incarnazione: ciclo che fa l’anima in ogni gradino spirituale, anche nella stessa vita.

Israele: combinazione di 2 parole Yashar-El e significa dritto al Borè. Coloro che hanno il desiderio di conseguire la dazione si chiamano Israele.

Kabbalah: saggezza della ricezione del bene.

Keter: (Corona) detta fase radice, fase zero. E’ l’essenza del Divino, della dazione e dell’amore.

Kli: vaso, desiderio (plurale Kelim).

Luce: il piacere, il conseguimento del desiderio di dare.

Malchut: (Regno) è la quarta e ultima fase dello sviluppo del desiderio di ricevere.

Mitzvah: (precetto, plurale Mitzvot), comandamento. Ogni atto che mi avvicina alla realtà dell’anima di Adam HaRishon. E’ la correzione del cuore.

Mondo spirituale: realtà che è fuori dal nostro mondo e dalla nostra natura.

Nazioni del mondo: sono tutti i desideri comuni.

Neshamà: è l’anima in ebraico.

Olam: significa mondo e deriva dalla parola Alamà (occultamento).

Parlante: è l’Adamo che è in noi, il punto nel cuore

Partzuf: Struttura spirituale che consiste in dieci Sefirot.

Pitcha: in ebraico significa prefazione. E’ l’introduzione alla struttura dei mondi superiori.

Punto nel cuore: un desiderio nuovo per la spiritualità, desiderio di dare.

Rabash: Abbreviazione del Rav Baruch Shalom, nome completo Baruch Shalom HaLevi Ashlag  (1906 – 1991), l’autore del libro “ Shlavey Sulam” (“ I gradini della scala” in ebraico) – una descrizione dettagliata dell’ascesa dell’uomo al mondo Spirituale.

Rashbi: Rabbi Shimon Bar Yochai, l’autore dello Zohar (III sec. A. C. ).

Radice: è il conseguimento finale dei kabbalisti, la sorgente di tutti i conseguimenti. La dazione, il desiderio di dare.

Ramo: è il desiderio di ricevere.

Rosh: è il capo, la testa del Partzuf, dove ci sono le intenzioni.

Santità: (Kedushà) deriva dalla parola Kadosh (distinto e separato dall’ego).

Sefira: (plurale Sefirot) è l’ego corretto ad un certo livello, in un certo modo. Quindi, risplende ed è chiamato Sefirot (che viene dal termine ebraico “sapphire”) luminoso.

Spiritualità: la forza della dazione

Torah: significa luce (dalla parola Horaa che significa “Insegnamenti”, o dalla parola Ohr “Luce”). E’ un testo che esprime le correzioni che bisogna fare nel desiderio di ricevere.

Yud Hey Vav Hey: è il Tetragramma, il nome del Borè. È l’algoritmo, il calco di tutta la creazione.

Zeir Anpin: (Piccolo Volto) è la fase 3 della creazione, ricevere al fine di dare, è una struttura spirituale già realizzata ma in forma piccola, non consapevole.

Zohar: libro dello splendore. E’ un testo fondamentale per la saggezza della Kabbalah, scritto da 10 kabbalisti che hanno conseguito pienamente questa saggezza.

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