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Rashbi

Nel secondo secolo dell’Era Volgare venne conferita, ad un singolo uomo, tutta la conoscenza spirituale che i Kabbalisti avevano accumulato nei 3000 anni che precedettero  quest’epoca. Rabbi Shimon Bar-Yochai (Rashbi) mise tutto per iscritto,  e poi nascose questi testi, dato che l’umanità non era ancora pronta a riceverli. Oggi noi siamo pronti per la rivelazione de Il Libro dello Zohar.

Rabbi Shimon Bar-Yochai (Rashbi), autore de Il Libro dello Zohar (Il Libro dello Splendore) fu un Tana (un grande saggio nei primi secoli dell’Era Volgare). Egli fu anche studente di Rabbi Akiva. Il nome di Rashbi è legato a numerose leggende, ed egli è più volte menzionato  nel Talmud e nella Midrash, i testi sacri ebraici della sua epoca. Il Rashbi visse a Sidon ed a Meron, ed istituì un seminario nella Galilea Occidentale.

Rashbi nacque e crebbe in Galilea (una regione montuosa nell’attuale nord dell’Israele). Anche quand’era ancora un bambino,  non fu mai come i bambini della sua età. Domande come:“Qual è lo scopo della mia vita?”, “Chi sono?”, e “Come è costruito il mondo?” lo tormentavano, richiedendo una risposta.

In quei giorni, la vita in Galilea era molto dura: i romani perseguitavano gli ebrei e promulgavano continuamente nuove leggi per rendere miserabili le loro vite. Tra queste leggi esisteva un decreto che proibiva agli ebrei di studiare la Torah (a quell’epoca sinonimo di Kabbalah).

Nonostante la proibizione dei romani, Rashbi si immerse nello studio della  Kabbalah e cercò di capirne il  significato più oscuro. Egli percepì che sotto le storie bibliche risiedeva un significato profondo e nascosto, che conservava le risposte alle sue persistenti domande.

Gradualmente, Rabbi Shimon arrivò a capire che doveva trovare un insegnante che avesse già percorso la strada spirituale ed acquisito l’esperienza, una persona che avrebbe potuto guidare gli altri nell’ascesa della scala spirituale. Egli decise allora di unirsi al gruppo del più grande Kabbalista dell’epoca: Rabbi Akiva, una decisione questa che segnò la svolta nella sua vita.

Studiare con Rabbi Akiva

Rabbi Shimon fu uno studente avido e devoto, ardente di desiderio nello scoprire la Forza Superiore. Ben presto fu uno dei migliori studenti di Rabbi Akiva. Egli studiò col suo maestro per 13 anni e raggiunse i livelli più alti della scala spirituale.

La rivolta di Bar-Kokheva pose fine, improvvisamente, ai grandi giorni del seminario di Rabbi Akiva. Quasi tutti i suoi 24.000 studenti morirono di peste o nelle battaglie feroci contro i romani. Sopravvissero solo 5 dei 24.000 studenti, e Rashbi era uno di loro.

Rashbi fu uno dei leader nella rivolta di Bar-Kokheva contro la legge romana nella terra di Israele. La sua resistenza divenne anche più cruenta e dura quando egli apprese in che modo venne giustiziato il suo insegnante Rabbi Akiva.

Il Talmud racconta che in una delle occasioni in cui Rashbi si espresse contro la legge romana, un altro ebreo lo ascoltò e mise in allerta le autorità romane. Di conseguenza Rashbi fu giudicato in latitanza e fu condannato a morte. L’imperatore romano mandò degli uomini a cercarlo, ma con loro disappunto Rashbi sembrava essere svanito nel nulla.

La Grotta a Piqiin

La leggenda narra che Rashbi e suo figlio fuggirono in Galilea, si nascosero nella grotta di Piqiin, un villaggio nel Nord d’Israele, e rimasero lì per 13 anni. Durante il soggiorno in quella grotta, essi scavarono nei segreti della saggezza celata. I  loro sforzi ebbero successo, ed essi arrivarono a  scoprire l’intero sistema della Creazione.

Dopo 13 anni passati in quella grotta, Rashbi venne a sapere che l’imperatore romano era morto. Egli poteva finalmente tirare un sospiro di sollievo. Dopo aver lasciato quella grotta, Rashbi radunò nove studenti e con loro si recò in una piccola grotta a Meron, conosciuta come l’Idra Rabba (La Grande Assemblea). Con il loro aiuto, egli scrisse Il Libro dello Zohar, il libro più importante della Kabbalah.

Il Baal HaSulam descrisse Rashbi ed i suoi studenti come gli unici capaci di raggiungere la perfezione, i 125 livelli spirituali che completano la correzione dell’anima. Quando completò il suo commento de “Il Libro dello Zohar”, il Baal HaSulam diede un pranzo per festeggiare la fine del proprio lavoro.  Durante quella celebrazione egli affermò che: “(…) prima dei giorni del Messiah era impossibile che venissero assegnati tutti i 125 livelli….eccezion fatta per Rashbi ed i suoi contemporanei, cioè gli autori de Il Libro dello Zohar. Ad essi furono assegnati tutti i 125 livelli nella loro integrità, anche se vissero prima dei giorni del Messiah.

Ecco perché,  spesso troviamo nello Zohar, che non ci sarà una generazione simile a quella di Rashbi, fino alla generazione del Re Messiah. Questo è il motivo per cui la sua composizione fece una così grande impressione nel mondo, dato che i segreti della Torah occupano il livello di tutti i 125 gradini. Questo spiega anche perché nello Zohar è detto che Il Libro dello Zohar non sarà rivelato che alla fine dei giorni, cioè nei giorni del Messiah”.

L’Idra Rabba (La Grande Assemblea) ed Il Libro dello Zohar

L’Idra Rabba è una grotta situata nel Nord d’Israele, tra Meron e Zephath. Rashbi portò lì i suoi studenti, e lì scrisse Il Libro dello Zohar. Noi persone comuni  troviamo impossibile comprendere quanto grande fu realmente Rabbi Shimon Bar-Yochai. Egli appartiene, come sostiene il Baal HaSulam, alla più alta Luce Interiore. Questo è il motivo per cui era solito avvalersi dell’aiuto di Rabbi Abba per mettere per iscritto le sue parole. Ne Il Libro dello Zohar, Rashbi dice ai suoi studenti: “Vi organizzo come segue: Rabbi Abba scriverà,  Rabbi Elazar, mio figlio, studierà oralmente, ed il resto degli amici converserà nei propri cuori” (Zohar, Haazinu).

Immagine presso l’ingresso della grotta segreta di Rashbi, che indica il suo nome – L’Assemblea – e i nomi dei membri del suo gruppo.

Il Libro dello Zohar fu scritto nel secondo secolo della nostra era, non molto tempo dopo la rovina del Secondo Tempio, all’inizio dell’ultimo esilio della gente d’Israele dalla propria terra. Ma anche prima dell’esilio, Rashbi predicò che Il Libro dello Zohar sarebbe stato rivelato solo alla fine dell’esilio. Egli affermò che la sua rivelazione alle masse avrebbe simbolizzato la fine dell’esilio spirituale: “(…) solo con lo studio dello Zohar essi  usciranno, con la misericordia, dall’esilio.” (Zohar, Naso).

È anche scritto ne Il Libro dello Zohar che la sua saggezza sarebbe stata rivelata a tutti verso la fine dei seimila anni, che rappresenta il periodo assegnato per la correzione dell’umanità: “E quando sono vicini i giorni del Messiah, anche i bambini del mondo sono destinati a scoprire i segreti della saggezza,  a comprendere in essi i termini ed i programmi della redenzione, ed è in quel  tempo che sarà rivelata a tutti” (Zohar, VaYera)

I Segreti della Reincarnazione

Rashbi è l’incarnazione di un’unica anima, che coordina e connette la Forza Superiore ad ogni creazione. Quest’anima discende nel nostro mondo e si incarna nei patriarchi della Kabbalah. Questo è l’ordine di apparizione: Abramo, Mosè, Rabbi Shimon Bar-Yochai, l’Arì (Rabbi Isaac Luria), Rav Yehuda Ashlag (Baal HaSulam). Ogni reincarnazione di quest’anima innalza l’umanità ad un nuovo livello spirituale e lascia la propria impronta nei libri di Kabbalah, che serviranno alle generazioni future.

Un esempio di questo processo si può trovare nelle sezioni speciali de Lo Zohar chiamato Raia MeHeimna (Il pastore fedele). In queste parti, Rashbi parla dello stato di rivestimento dell’anima di Mosè. Un altro esempio di questo è il libro Shaar HaGilgulim (Il cancello delle Reincarnazioni) in cui Rashbi parla dello stato di rivestimento dell’anima dell’Arì.

Il Libro dello Zohar è indubbiamente unico, ed è una delle opere più rinomate del mondo. Da quando venne scritto, migliaia di storie sono state collegate allo Zohar, ed il libro è ancora oggi avvolto nel mistero. Il fascino intorno ad esso è così grande che, anche se milioni di persone lo leggono diligentemente, il libro è completamente incomprensibile per la nostra generazione, senza un’adeguata  interpretazione.

La Morte di Rashbi

Secondo la tradizione Rabbi Shimon Bar-Yochai morì, alla presenza dei suoi amici, durante Lag BaOmer (il 33° giorno del conto di Omer, che comincia il primo giorno di Pasqua) dell’anno 160 della nostra era, e venne seppellito a Meron. Con la sua morte, l’anima del grande Kabbalista completò il suo compito nel nostro mondo.

Rashbi raggiunse la sua destinazione.  Centinaia di migliaia di persone  visitano la sua tomba ogni anno, cercando di sentire un  poco di quella Luce che egli ha portato nel mondo. I più grandi Kabbalisti elogiano la sua opera  ed affermano ripetutamente che Il Libro dello Zohar è destinato a portare il mondo verso la redenzione.

Rav Kook, il primo Rabbino Capo d’Israele, scrive sullo Zohar (Ohr Yakar):

Quest’opera, chiamata Il Libro dello Zohar, è come l’Arca di Noè, in cui c’erano molte specie animali, ma quelle razze e famiglie non sarebbero potute esistere, se non entrando nell’arca… Perciò il giusto conoscerà il segreto della Luce di quest’opera per continuare, ed è in  virtù della composizione che, con l’immediato impegno, e con il desiderio per l’amore di Dio, sarà attirato come un magnete viene attirato dal ferro. Ed egli  avanzerà per salvare la propria anima, il proprio spirito e la propria correzione. Ed anche se egli è malvagio, non c’è alcun timore, egli entrerà.

Noi stiamo vivendo in un periodo storico. L’anima di Rashbi sta completando la sua missione nella nostra generazione, e grazie a questo gigante spirituale, che è vissuto circa 2.000 anni fa, la Saggezza della Kabbalah sta emergendo in modo tale che tutti possiamo innalzarci verso una vita di eternità e perfezione.

GLOSSARIO semplificato

dei termini studiati al corso

600.000 anime: frammenti dell’unica creazione, dell’anima generale chiamata “Adamo”. E’ una qualità della connessione.

Adam HaRishon: (Adamo) l’anima creata in principio prima della frammentazione. E’ la prima struttura che ha il desiderio di assomigliare al Borè.

Anima: La creatura, il desiderio originale che è stato creato.

Ari: L’abbreviazione di Ashkenazi Rav Yitzhak, il nome completo è Yitzhak Luria Ashkenazi (1534 – 1572). Il fondatore della Scuola Lurianica di Kabbalah, il metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore (XVI sec.).

Baal HaSulam: Il secondo nome di Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884 – 1954). L’autore del metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore, l’autore del commentario dello Zohar e tutti i lavori di Ari.

Binà:  la fase 2 della creazione, proprietà di dazione nella creazione.

Borè: significa Creatore e deriva dall’ebraico Bo-re (vieni e vedi-verifica).  Non è qualcosa di cui avere fede, è la forza dell’amore e della dazione.

Chochmà: (Saggezza) è la fase 1 della creazione.

Corpo: (Guf) sono i desideri che eseguono le intenzioni del Rosh del Parzuf.

Correzione: (Tikkun) cambiare l’intenzione del desiderio di ricevere per modificare la percezione della realtà.

Creatura: deriva dalla parola ebraica Nivrà che vuol dire fuori dal grado, cioè che non ha ancora conseguito la realtà spirituale.

Desiderio: il motore sia della vita biologica sia della vita spirituale.

Divinità: desiderio speciale di conseguire la Fonte di tutta la vita.

Egitto: desiderio di ricevere egoistico.

Ein Od Milvado: significa non esiste nulla tranne Lui.

Incarnazione: ciclo che fa l’anima in ogni gradino spirituale, anche nella stessa vita.

Israele: combinazione di 2 parole Yashar-El e significa dritto al Borè. Coloro che hanno il desiderio di conseguire la dazione si chiamano Israele.

Kabbalah: saggezza della ricezione del bene.

Keter: (Corona) detta fase radice, fase zero. E’ l’essenza del Divino, della dazione e dell’amore.

Kli: vaso, desiderio (plurale Kelim).

Luce: il piacere, il conseguimento del desiderio di dare.

Malchut: (Regno) è la quarta e ultima fase dello sviluppo del desiderio di ricevere.

Mitzvah: (precetto, plurale Mitzvot), comandamento. Ogni atto che mi avvicina alla realtà dell’anima di Adam HaRishon. E’ la correzione del cuore.

Mondo spirituale: realtà che è fuori dal nostro mondo e dalla nostra natura.

Nazioni del mondo: sono tutti i desideri comuni.

Neshamà: è l’anima in ebraico.

Olam: significa mondo e deriva dalla parola Alamà (occultamento).

Parlante: è l’Adamo che è in noi, il punto nel cuore

Partzuf: Struttura spirituale che consiste in dieci Sefirot.

Pitcha: in ebraico significa prefazione. E’ l’introduzione alla struttura dei mondi superiori.

Punto nel cuore: un desiderio nuovo per la spiritualità, desiderio di dare.

Rabash: Abbreviazione del Rav Baruch Shalom, nome completo Baruch Shalom HaLevi Ashlag  (1906 – 1991), l’autore del libro “ Shlavey Sulam” (“ I gradini della scala” in ebraico) – una descrizione dettagliata dell’ascesa dell’uomo al mondo Spirituale.

Rashbi: Rabbi Shimon Bar Yochai, l’autore dello Zohar (III sec. A. C. ).

Radice: è il conseguimento finale dei kabbalisti, la sorgente di tutti i conseguimenti. La dazione, il desiderio di dare.

Ramo: è il desiderio di ricevere.

Rosh: è il capo, la testa del Partzuf, dove ci sono le intenzioni.

Santità: (Kedushà) deriva dalla parola Kadosh (distinto e separato dall’ego).

Sefira: (plurale Sefirot) è l’ego corretto ad un certo livello, in un certo modo. Quindi, risplende ed è chiamato Sefirot (che viene dal termine ebraico “sapphire”) luminoso.

Spiritualità: la forza della dazione

Torah: significa luce (dalla parola Horaa che significa “Insegnamenti”, o dalla parola Ohr “Luce”). E’ un testo che esprime le correzioni che bisogna fare nel desiderio di ricevere.

Yud Hey Vav Hey: è il Tetragramma, il nome del Borè. È l’algoritmo, il calco di tutta la creazione.

Zeir Anpin: (Piccolo Volto) è la fase 3 della creazione, ricevere al fine di dare, è una struttura spirituale già realizzata ma in forma piccola, non consapevole.

Zohar: libro dello splendore. E’ un testo fondamentale per la saggezza della Kabbalah, scritto da 10 kabbalisti che hanno conseguito pienamente questa saggezza.

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