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Il miglior Fiore nel Giardino

giardinoQuesto è il racconto sui fiori che diventarono qualcosa di molto speciale solo quando si riunirono in un mazzo.

L’estate era giunta alla fine, e tutti i fiori nel giardino desideravano sapere qual era il migliore tra di loro.

Le rose rosse dissero: “Noi siamo i migliori perché siamo stati i primi a fiorire in primavera”.

Le margherite bianche dissero: “No, siamo noi i migliori, noi siamo fioriti durante tutta l’estate”.

I crisantemi gialli, a loro volta, dissero: “Ma che sciocchezza, siamo noi i migliori dato che siamo gli ultimi fiori dell’autunno”.

Tutti i fiori discutevano su chi tra di loro fosse il migliore. Comunque, appena arrivavano le persone a visitare il giardino, tutti i fiori se ne stavano tranquilli ed orgogliosi, sperando di essere considerati dai visitatori i migliori fiori del giardino.

Un giorno arrivò il giardiniere, così le rose rosse aprirono i loro petali per brillare. Le margherite bianche si allungarono per risplendere. I crisantemi gialli, a loro volta, si voltarono verso il sole per spiccare di più. Ogni fiore era sicuro di essere considerato il migliore da parte del giardiniere. Ma il giardiniere si limitò a sorridere mentre diceva “Tutti i miei fiori sono molto belli”.

Il giardiniere prese un cesto ed iniziò a metterci le rose rosse. Le rose erano convinte di essere le migliori per essere state scelte per prime. Le margherite ridevano e dicevano: “Voi non siete abbastanza belle per poter rimanere nel giardino!”.

giardino 2Subito dopo il giardiniere prese le margherite e le mise nel cesto. Allora furono i crisantemi a ridere dicendo: “Siamo i migliori, perché siamo gli unici fiori che rimangono nel giardino”.

Alla fine il giardiniere prese anche i crisantemi e li mise nel cesto. I fiori continuavano a discutere su chi tra di loro fosse il migliore.

Quando il giardiniere arrivò a casa iniziò a mettere tutti i bei fiori in un vaso. Per prime mise le rose dato che erano state le prime a fiorire in primavera. Dopo toccò alle margherite, che erano presenti tutti i giorni dell’estate. Alla fine mise i crisantemi gialli, e provò una certa emozioni con i fiori autunnali. Aveva aspettato tutta l’estate per poter godere della loro presenza.

Il giardiniere posò il vaso sopra il tavolo e disse: “Ho un bellissimo bouquet di fiori. Tutti i fiori sono molto belli separatamente, ma mesi insieme sono veramente perfetti!”.

Fu allora che i fiori capirono che ognuno di loro era il migliore. Ma solamente quando il giardiniere creò un bouquet divennero qualcosa di molto speciale. E finalmente tutti i fiori furono felici.

giardino 3

GLOSSARIO semplificato

dei termini studiati al corso

600.000 anime: frammenti dell’unica creazione, dell’anima generale chiamata “Adamo”. E’ una qualità della connessione.

Adam HaRishon: (Adamo) l’anima creata in principio prima della frammentazione. E’ la prima struttura che ha il desiderio di assomigliare al Borè.

Anima: La creatura, il desiderio originale che è stato creato.

Ari: L’abbreviazione di Ashkenazi Rav Yitzhak, il nome completo è Yitzhak Luria Ashkenazi (1534 – 1572). Il fondatore della Scuola Lurianica di Kabbalah, il metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore (XVI sec.).

Baal HaSulam: Il secondo nome di Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884 – 1954). L’autore del metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore, l’autore del commentario dello Zohar e tutti i lavori di Ari.

Binà:  la fase 2 della creazione, proprietà di dazione nella creazione.

Borè: significa Creatore e deriva dall’ebraico Bo-re (vieni e vedi-verifica).  Non è qualcosa di cui avere fede, è la forza dell’amore e della dazione.

Chochmà: (Saggezza) è la fase 1 della creazione.

Corpo: (Guf) sono i desideri che eseguono le intenzioni del Rosh del Parzuf.

Correzione: (Tikkun) cambiare l’intenzione del desiderio di ricevere per modificare la percezione della realtà.

Creatura: deriva dalla parola ebraica Nivrà che vuol dire fuori dal grado, cioè che non ha ancora conseguito la realtà spirituale.

Desiderio: il motore sia della vita biologica sia della vita spirituale.

Divinità: desiderio speciale di conseguire la Fonte di tutta la vita.

Egitto: desiderio di ricevere egoistico.

Ein Od Milvado: significa non esiste nulla tranne Lui.

Incarnazione: ciclo che fa l’anima in ogni gradino spirituale, anche nella stessa vita.

Israele: combinazione di 2 parole Yashar-El e significa dritto al Borè. Coloro che hanno il desiderio di conseguire la dazione si chiamano Israele.

Kabbalah: saggezza della ricezione del bene.

Keter: (Corona) detta fase radice, fase zero. E’ l’essenza del Divino, della dazione e dell’amore.

Kli: vaso, desiderio (plurale Kelim).

Luce: il piacere, il conseguimento del desiderio di dare.

Malchut: (Regno) è la quarta e ultima fase dello sviluppo del desiderio di ricevere.

Mitzvah: (precetto, plurale Mitzvot), comandamento. Ogni atto che mi avvicina alla realtà dell’anima di Adam HaRishon. E’ la correzione del cuore.

Mondo spirituale: realtà che è fuori dal nostro mondo e dalla nostra natura.

Nazioni del mondo: sono tutti i desideri comuni.

Neshamà: è l’anima in ebraico.

Olam: significa mondo e deriva dalla parola Alamà (occultamento).

Parlante: è l’Adamo che è in noi, il punto nel cuore

Partzuf: Struttura spirituale che consiste in dieci Sefirot.

Pitcha: in ebraico significa prefazione. E’ l’introduzione alla struttura dei mondi superiori.

Punto nel cuore: un desiderio nuovo per la spiritualità, desiderio di dare.

Rabash: Abbreviazione del Rav Baruch Shalom, nome completo Baruch Shalom HaLevi Ashlag  (1906 – 1991), l’autore del libro “ Shlavey Sulam” (“ I gradini della scala” in ebraico) – una descrizione dettagliata dell’ascesa dell’uomo al mondo Spirituale.

Rashbi: Rabbi Shimon Bar Yochai, l’autore dello Zohar (III sec. A. C. ).

Radice: è il conseguimento finale dei kabbalisti, la sorgente di tutti i conseguimenti. La dazione, il desiderio di dare.

Ramo: è il desiderio di ricevere.

Rosh: è il capo, la testa del Partzuf, dove ci sono le intenzioni.

Santità: (Kedushà) deriva dalla parola Kadosh (distinto e separato dall’ego).

Sefira: (plurale Sefirot) è l’ego corretto ad un certo livello, in un certo modo. Quindi, risplende ed è chiamato Sefirot (che viene dal termine ebraico “sapphire”) luminoso.

Spiritualità: la forza della dazione

Torah: significa luce (dalla parola Horaa che significa “Insegnamenti”, o dalla parola Ohr “Luce”). E’ un testo che esprime le correzioni che bisogna fare nel desiderio di ricevere.

Yud Hey Vav Hey: è il Tetragramma, il nome del Borè. È l’algoritmo, il calco di tutta la creazione.

Zeir Anpin: (Piccolo Volto) è la fase 3 della creazione, ricevere al fine di dare, è una struttura spirituale già realizzata ma in forma piccola, non consapevole.

Zohar: libro dello splendore. E’ un testo fondamentale per la saggezza della Kabbalah, scritto da 10 kabbalisti che hanno conseguito pienamente questa saggezza.

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