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Lettera n.8

26 Maggio 1955, Tel Aviv, nel 48° giorno del Conteggio di Omer, un giorno prima di Shavuot

Ciao e tutto il bene ai miei amici,

In risposta alla vostra lettera, vi devo dire che per il momento non ho nulla da aggiungere al mio scritto. Piuttosto, com’è scritto: “Parla ai figli di Israele e loro si metteranno in viaggio”. A proposito dei viaggi, voi sapete a cosa si riferisca andare dallo stato A allo stato B, che questo è il significato di cambiare i posti, come disse Baal HaSulam in un’interpretazione del versetto “Giorno per giorno esprime un discorso”. Egli scrisse qui che è impossibile avere un altro giorno senza avere uno stato di notte in mezzo, ovvero, che c’è una pausa nel mezzo. Altrimenti, si chiama “un giorno lungo” e non “giorno dopo giorno”. Ma l’ordine del lavoro è proprio giorno dopo giorno. “E notte dopo notte rivela la conoscenza” significa che c’è un giorno nel mezzo, fino a qui le sue parole.

Questo è l’ordine dei viaggi. Pertanto, non abbiate paura di alcuno stato, ma solo, come suddetto, “viaggiate”, andate avanti. Ogni volta, deve fluire una nuova corrente, come … mi scrisse nella sua ultima lettera, il versetto “Loro sono nuovi ogni mattina; grande è la Tua fede”.

Casualmente, vi sto svelando i miei pensieri e la mia volontà, sebbene non sia abituato a farlo. Tuttavia, desidero svelarvi cos’ho pensato riguardo alla gente di Tiberiade, per sapere come ci vedono, amabilmente o in maniera ostile. In questa lettera vi scriverò come e cosa vedo della gente di Tiberiade. E anche se non descrivo l’essenza di Tiberiade, tuttavia, vi scriverò comunque i miei pensieri.

Al momento mi sto sollevando un po’ di più dai miei problemi personali e generali, e mi sto prendendo del tempo libero per alzare la testa e godere dello spettacolo che si sta sviluppando lì. È come se vedessi lì tre diversi tipi di gente, tre immagini e forme rivestite in tre diversi tipi di corpi.

1) Una gran parte, l’ampia maggioranza, non penso che ci consideri sfavorevolmente o favorevolmente, o che loro ci rispettino o disprezzino. In tutta onestà, penso che non ci prestino affatto attenzione. In altre parole, non pensano a noi e neanche ci percepiscono. È come se non esistessimo insieme a loro in questo mondo, sulla terra.

Anche se a loro capita di sentire che esiste una cosa come gli studenti di Rav Ashlag, a loro non interessa. Sono tutto il giorno preoccupati delle loro faccende: le loro passioni, la rincorsa del rispetto o la loro spiritualità. Non hanno bisogno di considerare delle questioni così irrilevanti come noi: questo minuscolo gruppo di uomini, soprattutto da quando hanno sentito che c’è una disputa all’interno di questo minuscolo gruppo.

“Gli avanzi non soddisfano il leone”. Vale a dire, il minuscolo gruppo è troppo piccolo ed insignificante ai loro occhi per dare loro sazietà e soddisfazione se ci permettessero di entrare nelle loro menti per decidere se siamo buoni o cattivi. Siamo così inferiori ai loro occhi: completamente sotto esame, immeritevoli di un momento di attenzione. E anche se penso che questo leone abbia tutta una gamma di schemi nei nostri confronti, di fatto non esiste niente di tutto questo.

2) Il secondo tipo sono quelli che ci rispettano e per i quali già occupiamo spazio nel mondo. Ci guardano come persone meritevoli, rispettabili e di una certa statura. Ci fanno il grande favore di destinarci del tempo nelle loro teste e nei loro pensieri quando hanno del tempo libero. Hanno dell’interesse verso di noi e notano il nostro atteggiamento e le nostre attività per capire se siamo veramente virtuosi e integri, per criticarci con senso critico se trovano qualcosa in noi.

Quando ci pensano, vedono che alla fine del giorno, questo è un gruppo di persone che si riunisce in un certo posto, sotto la guida di una certa persona, per stare insieme. Con un coraggio sovrumano affrontano tutti quelli che si levano contro di loro. A dire il vero, sono uomini coraggiosi con uno spirito forte e sono determinati a non indietreggiare di un centimetro. Sono combattenti di prima classe, combattono la guerra contro l’inclinazione fino alla loro ultima goccia di sangue ed il loro unico desiderio è di vincere la battaglia per la gloria del Suo nome.

Tuttavia, insieme a tutte queste riflessioni, quando iniziano a considerare loro stessi, in base ai loro pregiudizi e ai loro interessi personali rispetto ai desideri e alla ricerca dell’onore, devono unanimemente essere d’accordo e unirsi contro di noi. In questo modo, inequivocabilmente e completamente, concludono che è meglio per loro non unirsi a noi. Succede così, sebbene tra di loro siano molto distanti e talmente diversi che non sono mai d’accordo su niente. Potrebbero anche odiarsi tra di loro, tanto da non sopportare di essere insieme nella stessa stanza, e tutti desiderano uccidersi tra di loro. Tuttavia, si uniranno contro di noi.

E dato che essi sono di parte a causa del desiderio di ricevere che esiste in loro e “La corruzione acceca gli occhi del saggio”, prontamente vedono l’opposto di quello che pensano di noi. E dopo tutti i meriti e le virtù che hanno trovato in noi, ovvero, che ognuno di noi è meritevole ed onorabile, quando prendono la loro decisione, eseguono prontamente il verdetto con passione e zelo, visto che noi roviniamo la loro reputazione con i nostri punti di vista. In questo modo, da una parte vedono che la verità è con noi e dall’altra parte vedono che per loro il nostro percorso è pesante.

Per scusarsi non hanno altra scelta che distruggerci e cancellare il nostro nome dalla faccia della terra. Lavorano duramente e si sforzano per questo, per disperderci in tutte le direzioni, complottano e cospirano per farci fallire, e mettono delle pietre di inciampo sulla nostra strada, usando ogni sorta di mezzi: legittimi ed illegittimi allo stesso modo, anche se questi mezzi sono in contraddizione con lo spirito umano e lo spirito della Torah. Non se ne curano perché vedono che non ci sarà continuità alla loro volontà se avremo il dominio e l’espansione della nostra meta verso persone oneste e sincere, perché allora avremo il potere di mostrare loro la verità.

E questo è un male per loro, perché per loro è meglio fare quello che il loro cuore desidera e allo stesso tempo essere “il volto della generazione”: guide influenti e spirituali. Per questo cospirano con piani di rovina e distruzione per il nostro futuro, e dicono: “Prima è, meglio è; è meglio disonorarli quando sono ancora piccoli, in modo che non resti alcuna traccia di loro”.

Ad ogni modo, dobbiamo essere loro molto grati perché ci rispettano e apprezzano il nostro punto di vista almeno ammettendo che c’è qualcosa che deve essere annullato. In altre parole, non ci ignorano come se fossimo polvere, ma per loro siamo perlomeno qualcosa di reale. Questo è come il primo tipo di persone che non ci dedicano alcun pensiero e che credono che quello che succede intorno a noi non meriti alcuna attenzione. Non sono neppure colpiti dalla nostra debolezza di pensare che loro seguono le nostre azioni, che è la ragione per cui evitiamo di compiere certe azioni, affinché loro non le trovino spiacevoli, e che questo spesso ci fa fuggire dalla battaglia per paura del primo tipo di persone.

Per essere onesti, nessuno di loro ci presta attenzione o pensa a noi. Forse è come è scritto: “Ve ne andrete quando nessuno vi inseguirà”. Pertanto, dobbiamo essere grati a queste persone del secondo genere, perché almeno ci deridono, ci canzonano, ci disprezzano e ci calunniano. In altre parole, siamo almeno una realtà in questo mondo e non sarà facile per loro decidere di cancellare il nostro nome dalla faccia dalla terra.

3) Il terzo tipo è composto dalle persone che desiderano il nostro bene e che ci favoriscono. Tuttavia, sono molto poche, come in “Due è un plurale”. Io li chiamo con le iniziali, BShMA, cioè B…, Sh…, M… e A… Nella lingua sacra [ebraico] sono chiamati Bosem [profumo], e nella traduzione [aramaico] BoSMA, in quanto la traduzione è considerata Achoraim [posteriore]. In altre parole, devono essere ricompensati con la Luce di Panim [luce anteriore], che tutte le loro azioni saranno in Kedusha [santità], che si chiama “la lingua sacra”.

E cosa devo fare quando vedo che desidero descrivere e raffigurare i nostri cari amati che sono in Tiberiade? In quel momento sento che Tiberiade è una città vivace, e il suddetto terzo genere che è vestito in due corpi sono mescolati in un vortice, vagando tra tutti i desideri e i capricci che sono rivestiti in altri corpi, ossia il primo e il secondo genere. E allora è difficile per me trovarli, perché è come se fossero in una grossa catasta di paglia e fieno, e come può un uomo trovare due perle preziose, due chicchi di grano, che si perdono in una così vasta maggioranza? E anche se la regola è che anche un uomo su mille conta, devono continuare ad impegnarsi e a piangere come una gru, le quali sono davvero delle creature vitali.

Da questo possiamo comprendere l’allegoria che ci presentano i nostri saggi, che la paglia, il fieno e il grano decidono per chi il campo era stato seminato. L’argomento della paglia e del fieno sembra così corretto che essi non possono essere persuasi, e a volte c’è il timore che il grano si arrenda sotto la regola della paglia e del fieno. La paglia e il fieno sostengono: “Noi siamo la maggioranza e tu grano, sei niente rispetto al nostro numero. Noi siamo di uno stato elevato e siamo nati prima di arrivare nel mondo. In altre parole, mentre voi ancora non esistevate, noi eravamo già cresciuti e di bell’aspetto, e la nostra grandezza poteva essere vista da tutti. Da lontano, abbagliamo l’occhio con la bellezza che diamo a tutto il campo. Ma tu grano, sei così minuscolo e difficile da distinguere che ti si può vedere solo con grande attenzione, quando qualcuno si avvicina. Questo deve essere a causa della tua incompetenza. Ma noi diamo un posto ed un rifugio agli uomini che vagano per strada e non hanno un posto in cui far riposare la loro testa. Noi prendiamo questi uomini tra noi e li copriamo dai venti e dalle bestie selvagge affinché non le vedano. Quindi, chi può gioire di voi?”

Ma quando fu tempo della raccolta, tutti sapevano per chi il campo fosse stato seminato, poiché la paglia ed il fieno sono adatti solo ad essere cibo per animali; non hanno alcuna speranza di essere più grandi della loro attuale misura di grandezza. Il grano, comunque, dopo poche correzioni, quando viene spezzato, setacciato, mescolato con il vino e l’olio e messo nel forno, viene posto sulla tavola dei re e ha il merito di servire come offerta per il Signore. Tutto il merito che può essere attribuito alla paglia e al fieno è il loro servigio al grano, che essi hanno nutrito ed alimentato.

In altre parole, hanno preso nutrimento dalla terra e hanno trasferito il nutrimento al grano. È stato un peso e una fatica per loro che il grano si appoggiasse sulle spalle della paglia e del fieno, e il loro valore è lo stesso di quello di un servitore che serve il re o di una domestica che serve la sua signora.

Ma prima del tempo del raccolto, prima della conclusione, non era possibile chiarire la veridicità e la sincerità della realtà stessa. Piuttosto, ognuno era per sé, argomentando secondo la propria sensazione. Ed essere considerati con la verità senza far caso se questo potrebbe causare qualche bassezza e sgradevolezza non è un compito così semplice, tranne quando un uomo può analizzare ogni elemento in molti dettagli fino a quando la veridicità e la giustizia di una questione non vengono portate alla luce. E questo richiede l’essere ricompensati dall’alto con il non rimanere intrappolati nella rete dell’amor proprio e il non essere trasportato via nel flusso del collettività.

Da quanto suddetto, è difficile per me trovarvi quando siete soli, senza alcuna mescolanza di desideri ed opinioni, poiché tutti vi nascondono, come descritto nell’allegoria del grano.

Tuttavia, ho trovato una tattica simile al tempo del raccolto menzionato prima. Solo di notte, dopo mezzanotte, quando soffia la brezza della notte e disperde la catasta di paglia e di fieno, e tutti sono distesi nel campo come cadaveri, ovvero, dormono nei loro letti, i due grani si liberano e rivelano il loro cuore davanti al loro Padre in cielo. Essi entrano nella fiamma del fuoco della Torah fino all’arrivo della luce del mattino, quando è il momento della preghiera. In quel momento, la loro anima si eleva mentre dicono le parole del Dio vivente. Io credo che questo sia il momento giusto per occuparci delle perle preziose che brillano come fiamme di fuoco, per essere mescolate con tutto Israele con l’aiuto della Roccia del suo Redentore, e possa il Creatore dare.

Fatemi scrivere ancora qualche parola sull’amore. È risaputo che non c’è luce senza un Kli [vaso], ovvero, che ogni piacere deve avere un rivestimento nel quale la luce del piacere si possa rivestire. Per esempio, quando un uomo desidera ottenere rispetto, essere onorato agli occhi degli uomini, la sua prima mossa riguarderà i suoi abiti. In altre parole, si deve vestire in modo onorevole, come dissero i nostri saggi: “Rabbi Yohanan chiamava i suoi vestiti ‘Miei onori’”.

Pertanto, l’uomo deve dare una certa misura di sforzo fino a quando ottiene un vestito onorevole, e anche dopo che ha acquistato il vestito, deve proteggerlo da ogni danno o imperfezione. Vale a dire, ogni giorno lo deve spolverare e lo deve lavare e stirare se è macchiato o si sporca.

Tuttavia, cosa più importante, egli deve proteggerlo dal sabotatore più pericoloso: la tarma degli abiti! In yiddish si chiama “Mol”, la qual cosa è una minuscola zanzara che non si riesce a vedere. Prima di tutto bisogna fare attenzione che questa non entri in contatto con gli abiti vecchi. E c’è anche un meraviglioso rimedio chiamato “naftalina”, che protegge dai danneggiatori, chiamati “Mol”.  E quando egli ha questo vestito, è pronto a ricevere la luce del piacere che è rivestita nell’abbigliamento onorevole.

È simile all’amore. Per essere ricompensato con la luce dell’amore, l’uomo deve trovare un vestito nel quale la Luce possa rivestirsi. E le stesse regole di cura si applicano a questo abbigliamento: evitare la “polvere” della calunnia e specialmente la zanzara sabotatrice conosciuta come Mol [in Yiddish, Moil significa “bocca” quindi qui c’è un gioco di parole], che sono le persone di bell’aspetto, che parlano magnificamente. Si può pensare che essi si siano già “circoncisi” nelle alleanze delle relazioni proibite e della calunnie, e del cuore circonciso, ma nel loro profondo c’è il sabotatore che vi può danneggiare e voi non potrete proteggervi perché tutto è bella apparenza e bellezza.

Questo è il motivo per cui questa zanzara è così minuscola, che senza un’attenzione speciale è impossibile rilevare questo malfattore, che viene da coloro che sono circoncisi che possono rovinare questo prezioso vestito. A dire il vero, è risaputo che questo mol faccia un danno maggiore ai vestiti di lana [ebraico: TzeMeR], ovvero le lettere MeReTz [ebraico: energia] che rovina l’energia per il lavoro. E Yatush [zanzara] deriva da “VaYitosh [ed egli abbandona] il Dio che lo creò”, o in aramaico: “Ed egli smise di adorare il Dio che aveva servito”.

Chi ha un vestito di lana prezioso, solitamente deve evitare il contatto con gli abiti vecchi. In altre parole, deve evitare il contatto con i “vecchi praticanti”, che sprecano l’energia perché non sono più competenti per il lavoro, in questo modo tutte le loro parole sono solo per diminuire l’energia. E anche l’uomo con forti vestiti d’amore, che è come un albero, vale a dire, che ha un’esistenza fisica, questo mol dovrebbe comunque essere sorvegliato. Se questo mol entra nel legno, può anche fare dei danni, poiché vediamo che il legno si rovina e si disintegra quando il mol vi entra.

L’unica medicina è la Naftalina, dalla parola Naftoley, che Onkelos interpreta come Tefilah [preghiera], vale a dire, pregare il Creatore affinché non sia permesso a questo distruttore di entrare nel suo vestito.

L’uomo deve avere molta cura del vestito onorevole, perché se su di questo ci sono delle piume di gallo, devono essere eliminate. Inoltre, l’uomo non deve entrare in un luogo dove ci sono piume di gallo mentre indossa questi abiti. Nel vestito di luce dell’amore, questo è interpretato come Notzot [piume], dalla parola Nitzim [litigi], come in una lotta di galli. Questo si riferisce al canto e alla cantilena degli uomini che sono ancora in esilio dal percorso della verità e che sono schiavi dell’amor proprio. Tutto il canto e la lode che dimostrano durante la loro Torah e la loro preghiera, infliggono solo litigi nella vostra anima, fino a quando non iniziate a fare guerra alle vostre opinioni: su quale lato si trovano la verità e la giustizia. Questo guasta e rovina il vostro vestito, nel quale può esserci l’amore. Pertanto, dovete stare attenti ed evitare i posti in cui ci sono piume di gallo, in modo che in seguito non dobbiate lavorare per ripulirvi da queste piume.

Noi possiamo vedere in quelle persone che si sforzano di acquisire la luce degli onori, se proteggono adeguatamente i loro abiti, quando escono, gli esterni si aggrappano immediatamente ai loro abiti quando vedono che sono abiti appropriati, adatti all’onore alle persone. In altre parole, le persone vedranno che egli sta accettando la loro autorità su di sé e che è così schiavo di queste persone che stanno fuori, che è costretto a fare grandi sforzi per ottenere gli abiti ma anche per conservarli. Anche la moda, cioè il design e il modo di vestirsi, devono essere proprio in base al gradimento di queste persone sotto le quali si trova. Pertanto, sono proprio quelli dai quali desidera ricevere rispetto che deve onorare con grande sforzo per essere favorito da loro, in modo che gli impartiranno la luce del piacere che è rivestita negli abiti dell’onore.

E se, Dio non voglia, non li serve in modo sufficiente, questo potrebbe produrre risultati spiacevoli. Vale a dire, non solo non gli daranno il rispetto che vuole da loro, ma al contrario, lo avviliranno, lo umilieranno e lo faranno sentire basso e inferiore. E questa sensazione di inferiorità prima lo renderà triste, poi inattivo e poi sentirà che il mondo intero è diventato oscuro per lui, fino a quando vedrà di non avere speranza di ottenere piacere nella vita. Allora trova un solo consiglio: andare a casa, rimanere a letto e implorare amaramente che la sua preghiera venga accolta, vale a dire, che l’angelo del sonno, che è un sessantesimo della morte, gli impartirà la luce del piacere di dormire. Questo è l’unico piacere che può sperare.

E se, ahimè, l’angelo del sonno non avrà misericordia di lui e non troverà più alcun rimedio per se stesso, allora, per l’amarezza della sua anima, non avrà altra scelta se non prendere piacere in una cura che è popolare tra i disperati che cercano sollievo alla loro tristezza. Essi lottano con l’inclinazione che desidera la propria persistenza, superarla ed estendere il piacere dall’angelo chiamato “suicidio”. Vale a dire, essi sentono che solo questo angelo può liberarli dalla loro malinconia. Chiaramente è impossibile ottenere dei piaceri dall’angelo appena menzionato senza terribili tormenti e una potente e orribile lotta emotiva.

Pertanto, “Gli occhi del saggio sono nella sua testa”, ed egli sa e vede prima del tempo cosa può acquisire e cosa può ottenere se non osserva le leggi e le condizioni dei suoi contemporanei. Ossia, deve arrendersi ed assumere tutto quello che le persone esterne esigono da lui, oppure queste persone lo puniranno in modo immediato in questo mondo. In altre parole, ricompensa e punizione sono rivelate in questo mondo e non richiedono la fede al di sopra della ragione.

Da questo possiamo dedurre l’infinita cura e vigilanza, e la grande e speciale attenzione richiesta per ottenere l’abito che veste la luce dell’amore, un vestito fatto di tessuto fine e delicato, per paura che gli esterni si aggrappino e rovinino questo vestito prezioso che, letteralmente, è stato comprato con sudore e sangue.

E ora lasciate che vi chiarisca come e in quale modo comincio ad ottenere questo abito d’amore: l’ordine per fare un vestito adeguato è, per prima cosa, tessere un pezzo di stoffa. In altre parole, prendiamo dei fili e li mettiamo insieme seguendo ordito e trama (incrociati). Tramite ordito e trama, si tesse un pezzo di tessuto.

Pertanto, prendo un filo dell’ordito in un filo della trama. Un Nima [aramaico: “filo” così come “dire”] deriva dalle parole “Dire una parola al riguardo”. Shti [trama] deriva dalla parola Tashi [dimenticanza], come in “Hai dimenticato la Roccia che ti ha generato”. In altre parole, io inizio ad agire con la forza della mia memoria e subito ricordo che i miei amici hanno parlato sfavorevolmente di me, che queste parole hanno fatto compiere loro delle cose brutte nei miei confronti e questo parlare [anche “ordito”] distrugge l’amicizia, il cameratismo e la fratellanza.

In seguito, nella mia mente arriva un filo di Erev [trama], vale a dire, ho sentito che il mio amico ha parlato favorevolmente di me, la qual cosa gli ha fatto fare delle cose buone, che sono Arevim [piacevoli], e dolci al mio palato. Vale a dire, ascolto e vedo che il mio amico ha lasciato tutti i suoi impegni e pensa e agisce solo in mio favore così che io abbia dei piaceri gradevoli. E questi due fili creano un miscuglio in me e non so quale strada prendere, e dico: “La verità è dalla parte dell’ordito o dalla parte dalla trama?”

È risaputo che tutto quello che esiste nel nostro mondo ha una forma positiva e negativa: destra e sinistra, vero e falso, luce e buio, Israele e le nazioni, sacro e pagano, purezza e impurità, bene e male. Questo perché è impossibile distinguere un sapore buono senza provare il gusto amaro del male. Questo è il significato di ciò che dissero i nostri saggi: “Vendicare il malvagio e dare una buona ricompensa al giusto”.

La parola Para [vendetta] deriva dal verso “Para [sciogliere] i capelli sulla testa della donna”. In altre parole, è possibile ricevere aiuto dal malvagio per scoprire il vero sapore e la sensazione della buona ricompensa del giusto.

Per questa ragione, quando si tesse il vestito, sono stupefatto e aspetto il verdetto che espellerà la povertà di mente che è vestita dentro di me. E dato che ora sono impegnato nel tessere un vestito d’amore, per porvi la luce del piacere, sono già di parte e sono una parte interessata. Per questa ragione, decido in base alle parole della trama, come la Torah ci indica con le parole “La corruzione acceca gli occhi del saggio”.

In questo modo, non m’importa più se la verità è quello che è; mi interessa piuttosto lo scopo che desidero in questo momento, durante la tessitura del vestito dell’amore. In questo stato, ho una linea di decisione nel mezzo, vale a dire, lo scopo è l’unica cosa che decide sempre tra destra e sinistra.

E una volta che ho acquistato il suddetto abito, dentro di me iniziano prontamente a brillare delle scintille d’amore. Il cuore inizia a desiderare ardentemente di unirsi agli amici e a me sembra che i miei occhi vedano gli amici, le mie orecchie sentano la loro voce, la mia bocca parli a loro, le mani li abbraccino, i piedi ballino in cerchio, nell’amore e nella gioia di stare insieme a loro, e trascendo i miei limiti corporali. Mi dimentico della grande distanza che c’è tra me ed i miei amici e la terra estesa per molti chilometri non si interporrà più tra di noi.

È come se i miei amici stessero proprio dentro il mio cuore e vedessero tutto quello che vi sta succedendo ed io mi vergogno delle mie azioni meschine contro i miei amici. Allora, esco semplicemente dai miei vasi corporali e mi sembra che non ci sia nessuna realtà nel mondo tranne i miei amici ed io. Dopo di che, anche l'”io” è cancellato ed è immerso, mescolato nei miei amici, fino a quando io non arrivo a dichiarare che non c’è alcuna realtà nel mondo: solo gli amici.

Devo essere breve perché la festività sta arrivando.

Il vostro amico, Baruch Shalom HaLevi

GLOSSARIO semplificato

dei termini studiati al corso

600.000 anime: frammenti dell’unica creazione, dell’anima generale chiamata “Adamo”. E’ una qualità della connessione.

Adam HaRishon: (Adamo) l’anima creata in principio prima della frammentazione. E’ la prima struttura che ha il desiderio di assomigliare al Borè.

Anima: La creatura, il desiderio originale che è stato creato.

Ari: L’abbreviazione di Ashkenazi Rav Yitzhak, il nome completo è Yitzhak Luria Ashkenazi (1534 – 1572). Il fondatore della Scuola Lurianica di Kabbalah, il metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore (XVI sec.).

Baal HaSulam: Il secondo nome di Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884 – 1954). L’autore del metodo moderno per il raggiungimento del Mondo Superiore, l’autore del commentario dello Zohar e tutti i lavori di Ari.

Binà:  la fase 2 della creazione, proprietà di dazione nella creazione.

Borè: significa Creatore e deriva dall’ebraico Bo-re (vieni e vedi-verifica).  Non è qualcosa di cui avere fede, è la forza dell’amore e della dazione.

Chochmà: (Saggezza) è la fase 1 della creazione.

Corpo: (Guf) sono i desideri che eseguono le intenzioni del Rosh del Parzuf.

Correzione: (Tikkun) cambiare l’intenzione del desiderio di ricevere per modificare la percezione della realtà.

Creatura: deriva dalla parola ebraica Nivrà che vuol dire fuori dal grado, cioè che non ha ancora conseguito la realtà spirituale.

Desiderio: il motore sia della vita biologica sia della vita spirituale.

Divinità: desiderio speciale di conseguire la Fonte di tutta la vita.

Egitto: desiderio di ricevere egoistico.

Ein Od Milvado: significa non esiste nulla tranne Lui.

Incarnazione: ciclo che fa l’anima in ogni gradino spirituale, anche nella stessa vita.

Israele: combinazione di 2 parole Yashar-El e significa dritto al Borè. Coloro che hanno il desiderio di conseguire la dazione si chiamano Israele.

Kabbalah: saggezza della ricezione del bene.

Keter: (Corona) detta fase radice, fase zero. E’ l’essenza del Divino, della dazione e dell’amore.

Kli: vaso, desiderio (plurale Kelim).

Luce: il piacere, il conseguimento del desiderio di dare.

Malchut: (Regno) è la quarta e ultima fase dello sviluppo del desiderio di ricevere.

Mitzvah: (precetto, plurale Mitzvot), comandamento. Ogni atto che mi avvicina alla realtà dell’anima di Adam HaRishon. E’ la correzione del cuore.

Mondo spirituale: realtà che è fuori dal nostro mondo e dalla nostra natura.

Nazioni del mondo: sono tutti i desideri comuni.

Neshamà: è l’anima in ebraico.

Olam: significa mondo e deriva dalla parola Alamà (occultamento).

Parlante: è l’Adamo che è in noi, il punto nel cuore

Partzuf: Struttura spirituale che consiste in dieci Sefirot.

Pitcha: in ebraico significa prefazione. E’ l’introduzione alla struttura dei mondi superiori.

Punto nel cuore: un desiderio nuovo per la spiritualità, desiderio di dare.

Rabash: Abbreviazione del Rav Baruch Shalom, nome completo Baruch Shalom HaLevi Ashlag  (1906 – 1991), l’autore del libro “ Shlavey Sulam” (“ I gradini della scala” in ebraico) – una descrizione dettagliata dell’ascesa dell’uomo al mondo Spirituale.

Rashbi: Rabbi Shimon Bar Yochai, l’autore dello Zohar (III sec. A. C. ).

Radice: è il conseguimento finale dei kabbalisti, la sorgente di tutti i conseguimenti. La dazione, il desiderio di dare.

Ramo: è il desiderio di ricevere.

Rosh: è il capo, la testa del Partzuf, dove ci sono le intenzioni.

Santità: (Kedushà) deriva dalla parola Kadosh (distinto e separato dall’ego).

Sefira: (plurale Sefirot) è l’ego corretto ad un certo livello, in un certo modo. Quindi, risplende ed è chiamato Sefirot (che viene dal termine ebraico “sapphire”) luminoso.

Spiritualità: la forza della dazione

Torah: significa luce (dalla parola Horaa che significa “Insegnamenti”, o dalla parola Ohr “Luce”). E’ un testo che esprime le correzioni che bisogna fare nel desiderio di ricevere.

Yud Hey Vav Hey: è il Tetragramma, il nome del Borè. È l’algoritmo, il calco di tutta la creazione.

Zeir Anpin: (Piccolo Volto) è la fase 3 della creazione, ricevere al fine di dare, è una struttura spirituale già realizzata ma in forma piccola, non consapevole.

Zohar: libro dello splendore. E’ un testo fondamentale per la saggezza della Kabbalah, scritto da 10 kabbalisti che hanno conseguito pienamente questa saggezza.

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