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Apatia

Apatia ed immaturità: ecco i giovani d’oggi

 

Ma è davvero questa la realtà?

I giovani d’oggi sono considerati apatici, senza obiettivi concreti, individui immaturi incapaci di crescere e di assumersi alcuna responsabilità. Questa pare, perlomeno, l’opinione che gli adulti nutrono attualmente nei confronti della giovane generazione.

E tali caratteristiche sembrano emergere sia all’interno della scuola, dove lo studio non è più affrontato con serietà ed interesse, ma è considerato un semplice obbligo del quale sbarazzarsi al più presto, sia nella vita quotidiana, caratterizzata dalla ricerca del divertimento fine a se stesso. I giovani italiani, in particolare, sono spesso definiti bamboccioni, persone che non vogliono allontanarsi dalla famiglia di origine e preferiscono continuare a vivere in casa, anziché diventare autonomi ed andare a vivere per conto proprio.
Sono considerati indifferenti, passivi, “computerizzati” e sembrano combattere le proprie rivoluzioni più nel mondo virtuale, che in quello reale.

Ma è davvero così?

I giovani di oggi pensano soltanto a divertirsi  e sono privi di ideali?
Oppure il quadro descritto dai “giovani di ieri” è soltanto una generalizzazione che non tiene conto di molti elementi importanti?
Partendo dall’analisi della realtà attuale, il lavoro precario ed i salari del tutto inadeguati rispetto al costo della vita, sembrano i veri motivi per cui i giovani continuano a vivere in famiglia.
Tale stato di cose, percepito come insolubile, pare, infatti, demotivare la nuova generazione dall’affrontare con serietà e con passione sia il percorso scolastico, che la costruzione di una futura società.
I giovani si dimostrano ormai annoiati e stanchi dinanzi ad insegnamenti standardizzati, puramente nozionistici.
Essi rifiutano ogni approccio educativo esclusivamente formale, privo di contenuti, e necessitano di un sistema  formativo più completo, capace di coinvolgere lo studente nella sua interezza e di colmarne il vuoto interiore che causa spesso disinteresse e fuga verso altri diversivi.
Attualmente serve un nuovo tipo di educazione, più complesso, proveniente da un’ispirazione superiore e capace di insegnare ai giovani come percepire sé stessi, come relazionarsi agli altri e soprattutto come armonizzarsi all’interno dell’intera Natura.

Ma dove trovare questo nuovo metodo educativo?

La Saggezza della Kabbalah ci permette di conseguire tutto questo.

Al giorno d’oggi è necessario diffondere i principi della Saggezza per farla conoscere all’interno delle scuole. Ed in accordo a tali principi noteremo come non sia affatto corretto affermare che i nostri giovani non abbiano valori o ideali. Tali valori, sono al contrario più elevati e più profondi rispetto a quelli delle generazioni precedenti, sebbene siano nascosti dietro un’inerzia apparente.
Occorre, pertanto, un metodo capace di risvegliarli e di rendere i ragazzi di oggi consapevoli di ciò che sono e  delle loro potenzialità.
La noia, l’apatia ed il disinteresse sono dettati dal fatto che i giovani pongono domande più profonde agli adulti: essi non vogliono sapere come studiare o come apprendere, ma si chiedono perché debbano farlo. Necessitano di una motivazione ad agire ed a crescere, ma nessuno è ancora in grado di fornirgliela perché le loro domande nella “vecchia” generazione non erano ancora nate, almeno non in modo così globale! L’umanità ha bisogno di un’educazione alternativa ed il metodo della Kabbalah è il mezzo più idoneo per realizzare questo obiettivo.

Ma cos’ha questo metodo di così speciale?

La Saggezza della Kabbalah ci svela le Leggi che governano la nostra Natura e anche la nostra stessa percezione di ciò che ci circonda. Studiando i Testi degli Autentici Kabbalisti, piano piano si è accompagnati in un viaggio interiore che rivela lo scopo della nostra esistenza e come realizzarlo in pratica, durante la nostra vita su questa terra!

Come intraprendere allora questo percorso?

Una scuola fondata sul metodo kabbalistico sarà capace di proporre un approccio pensato per stimolare i giovani a riflettere, a porsi domande sempre più profonde ed a farli sentire protagonisti della propria vita, piuttosto che spettatori passivi.

Tramite dialoghi e discussioni in aula si dovrebbero, in particolare, stimolare i giovani a ricercare autonomamente la soluzioni ai problemi, anziché offrire risposte precostituite.

Gli insegnanti dovrebbero utilizzare nuovi programmi che comprendano anche l’analisi e la conoscenza della natura umana e del senso dell’esistenza. Tutte le materie studiate dovrebbero essere impostate in modo da permettere ai ragazzi di conoscere la loro natura egoistica e ad imparare come trasformarla in altruistica. La Biologia, la Storia, l’Economia, ma anche lo Sport, la Musica, l’Arte… qualsiasi cosa può aiutare i nostri giovani a trovare le risposte che cercano… a patto che lo scopo degli adulti non sia quello di crescere i futuri consumatori ma di allevare persone che possano portare l’Umanità al suo prossimo livello di evoluzione, un livello dove quello che si va a modificare è la relazione che abbiamo gli uni con gli altri.

Abituati in questo modo, fin da piccoli, a ricercare ed elaborare la risoluzione di ogni tematica, consapevoli di sé stessi e della necessità di correggere la relazione con gli altri, i giovani saranno certamente capaci di affrontare lo studio con interesse, spirito critico e di utilizzare gli anni scolastici per imparare come dar vita ad una nuova società fondata sulla pace, l’amore e l’armonia con le leggi della Natura.

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