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Alcool e droghe

Alcool e droghe: allarme giovani

Il consumo eccessivo di alcool e droghe e la dipendenza da queste sostanze è diventata una delle piaghe sociali che destano maggiore preoccupazione, soprattutto perché attualmente coinvolge anche bambini e ragazzi in età scolare.

L’utilizzo degli stupefacenti è uno dei problemi più angoscianti per i genitori con figli adolescenti.
Durante la difficile fase di transizione verso l’età adulta, capita spesso, infatti, di domandarsi: mio figlio fa uso di droghe? Come posso affrontare con lui l’argomento? Come mi devo comportare?

Secondo le cronache, l’ecstasy è lo stupefacente maggiormente assunto dai giovani, seguono le anfetamine e la cannabis, che ha il primato di essere la droga preferita dagli adolescenti tra i 15 ed i 18 anni.
Inoltre, anche l’alcool, se assunto in quantità eccessive, è una droga a tutti gli effetti e determina altrettanta dipendenza.

Ma quali sono le cause di questi abusi, ormai sempre più frequenti anche in giovanissima età?

Se proviamo a dare un’occhiata alla miriade di libri, articoli, post scritti sull’argomento non tardiamo molto a renderci conto che gli “esperti” (psicologi, sociologi, educatori, ecc.) tentano di inquadrare il fenomeno all’interno di un’entità sociologicamente definita come  “Gruppo dei pari”.

Si tratta di un gruppo amicale di coetanei, la cui importanza e credibilità stanno di gran lunga superando l’autorevolezza dei genitori e degli adulti in generale.

Il gruppo adotta regole rigide di funzionamento, un vero e proprio codice morale, spesso estraneo ed antitetico rispetto al contesto sociale nel quale si inserisce e che induce i singoli ad  uniformarsi, pedissequamente, a determinati comportamenti quali la scelta dell’abbigliamento, il linguaggio, lo stile di vita, e così via.

Ed il conformismo cui i giovani sono obbligati deriva dal timore di non essere accettati ed approvati dal gruppo, sebbene spesso l’inserimento tra i pari, oltre a privare il singolo della propria personalità, si traduca anche nel dover adottare comportamenti disadattati e pericolosi.

Ma qualsiasi progetto d’intervento fondato su questa osservazione non ha portato che lievi miglioramenti locali senza intaccare minimante il fenomeno nel suo complesso.

Un’altra posizione “scientifica” per così dire è che “diventare grandi è sempre stato un percorso difficile” e, da un lato, le droghe appaiono ai giovani come una facile via di fuga dalle responsabilità del mondo adulto, mentre, dall’altro, vengono da loro utilizzate per esprimere il conflitto generazionale, per ribellarsi contro i valori abbracciati dal mondo degli adulti.

D’altro canto se allarghiamo la nostra visuale all’ambiente che circonda i nostri giovani non possiamo negare che il consumismo e la comunicazione costruita prevalentemente attorno all’esibizione degli oggetti, piuttosto che sui contenuti, li privano di una solida identità basata sulla consapevolezza delle proprie qualità interiori e spirituali.

Tutto sommato è abbastanza comprendibile che non sia semplice adattarsi a questo vuoto in cui i giovani si trovano immersi e che, quindi, fuggano il dolore cercando conforto nello stordimento causato dall’abuso di alcool e droghe!!!

Ma come rimediare a questa drammatica situazione?

La Saggezza della Kabbalah ci spiega che la crisi che la giovane generazione sta attraversando è dovuta all’impossibilità di soddisfarsi con quanto, attualmente, gli adulti mettono a loro disposizione.
In sostanza, per individuare correttamente la causa che si cela dietro gli abusi dei giovani, dobbiamo conoscere la nostra comune natura ed esaminarne la continua evoluzione.

La Kabbalah insegna, infatti, che il motivo determinante di ogni azione compiuta nel nostro mondo, anche la più piccola, è causata da una forza naturale che è il desiderio di ricevere piacere per se stessi.
Tuttavia, considerato che i nostri giovani vivono ormai la fase del massimo sviluppo del desiderio di ricevere, percepiscono (più o meno consapevolmente) che denaro, fama e ricchezza non li condurranno alla vera felicità.
Ciò non significa affatto che i ragazzi di oggi non abbiano desideri: al contrario, essi hanno un desiderio smisurato, ma mancano del riempimento adeguato per soddisfarlo.

Secondo la Saggezza della Kabbalah, infatti, in questa generazione è presente un fortissimo desiderio per la spiritualità. In conseguenza del mancato riempimento, i giovani appaiono disillusi e cinici rispetto agli insegnamenti ed ai modelli offerti loro dagli adulti.
I ragazzi non capiscono, infatti, perché dovrebbero lavorare duramente per ottenere obiettivi prestabiliti e totalmente inappaganti.
Per andare avanti, molti adottano l’atteggiamento “La vita è breve, mangiamo subito il dessert”, spendendo il proprio tempo a rincorrere ogni tipo di piacere, purché sia il più semplice da conseguire.

Il risultato di questa scelta è il “bambino perenne”, incapace di costruire una famiglia o una relazione lavorativa, soprattutto quando questa richieda un vero sforzo.
L’inappagamento, la frustrazione e la precarietà delle relazioni instaurate rendono i giovani vulnerabili ai richiami esercitati da droghe ed alcool e da tutti i sistemi per arricchirsi facilmente, ossia da ogni meccanismo che prometta un piacere intenso senza sforzi e responsabilità.
Essi avvertono un baratro tra se stessi e la nostra generazione, sentono che non possiamo essere valide guide e cercano altrove i propri punti di riferimento.

I Kabbalisti ci indicano quindi la via da percorrere per costruire la società del futuro: come genitori o educatori abbiamo l’obbligo di offrire un ambiente adatto e studiato per favorire lo sviluppo interiore dei nostri giovani. Per riuscire in questo, dobbiamo prima di tutto capire noi stessi attraverso lo studio della Saggezza della Kabbalah.

Consapevoli della natura egoistica dell’individuo e del suo continuo sviluppo, dobbiamo, infatti, prepararci a rispondere adeguatamente alle loro richieste, fornendogli la conoscenza delle Forze Spirituali che governano la nostra comune realtà.
Questa conoscenza appagherà, certamente, il desiderio di ricevere della giovane generazione, consentendole di vivere in armonia ed in equilibrio con l’intera Natura.

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