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M. Laitman e Bnei Baruch

Dalla lettera del Baal HaSulam
Pri Chacham, pagina 70: spiegazione del Rav Prof. Laitman 

Il Baal HaSulam scrive nella sua lettera  “I Frutti della Saggezza” che il Creatore ci guida costantemente verso di Lui. Questo processo consiste in due tappe. Durante la prima tappa l’uomo accumula i desideri. Questo è un periodo così detto di accumulazione, di passione in cui un uomo aspira ad arrivare al suo amato, ma il suo amato si allontana da lui.

Nel Cantico dei Cantici è detto: «Domeh Dodi le Tzvi» - «Il mio amato è come un cervo» che corre via, ma che gira la sua testa come per attrarmi, incoraggiarmi ad inseguirlo. Allo stesso modo il Creatore provoca i desideri dell’uomo per Lui e si nasconde, come flirtando con lui, fino a quando il suo desiderio raggiunge l’intensità richiesta. Flirtare non è solamente  giocare, nel nostro mondo viene originato dalle radici superiori. Piano piano, il desiderio dell'uomo di fondersi e di unirsi al Creatore diventa così forte, che non può viverne senza.

A questo punto sorge un problema, quando un uomo aspira al Creatore e compie uno sforzo enorme, gli sembra che il Creatore debba rispondergli in modo positivo. In altre parole, crede che i suoi sforzi crescenti dovrebbero portarlo sempre più vicino al Creatore.

In realtà la ricompensa o la conseguenza dei miei grandi sforzi è che io sento la crescente distanza tra me e il Creatore. Egli va via da me e tuttavia getta uno sguardo indietro verso di me. Vedo Lui ma sento quanto Egli sia lontano da me. Questo mi rende accanito  perché aspetto altre conseguenze alle mie azioni, ai miei sforzi e ai miei desideri. Come risultato ne deriva che più studio, lavoro nel gruppo e sacrifico me stesso, più mi sento distante da Lui.

Questo suona, in effetti, come un paradosso: coloro i quali studiano la ̀Kabbalah in modo corretto, sentono che si allontanano dal Creatore fino al momento in cui raggiungono il Machsom (barriera). Solo dopo aver penetrato il Machsom, si sentono istantaneamente uniti a Lui.

Viceversa, coloro i quali sono sulla falsa strada dello studio della ̀Kabbalah, si sentono sempre più vicini al Creatore, sperimentano miracolose irradiazioni, e vedono buoni presagi. Essi sono contenti con il loro studio e con il loro lavoro interiore. In loro non compaiono altri desideri. Ricevendo ciò che vogliono ad ogni passo della loro “strada verso il Creatore”, essi estinguono e sopprimono i loro desideri.

In tali persone non c’è accumulazione di sofferenza e di aspirazioni (Kishui), di passione o di amarezza. Solo quando la misura della pena e dell’amarezza dell’uomo è piena fino all’orlo, passa davvero il Machsom (barriera), entra nel Mondo Superiore e si fonde con il Creatore. Alla prima tappa, prima di passare il Machsom, la gente che aspira a raggiungere il Creatore ad ogni costo, viene messa alla prova.

Non importa se durante il processo si sentono bene o male, se la loro strada è dolce o amara. Il Creatore gli dimostrerà al contrario, la loro insignificanza e la loro inutilità. Si allontanerà sempre di più da loro e mostrerà disdegno per i loro desideri. Essi diventeranno sempre più deboli sulla loro strada. In questo modo, il desiderio autentico dell'uomo verso il Creatore è messo alla prova (diventerà un Kabbalista o sta cercando solo di addolcire la sua vita?).

La Kabbalah quindi, non richiede nessun limite di protezione. Coloro i quali passano questa tappa preliminare e raggiungono il Machsom (barriera),  sviluppano gradualmente solo il desiderio di dare, di unirsi con il Creatore.

Senza decorare la sua vita e cercare le dolci e piacevoli sensazioni (al contrario sentendo e ricevendo nulla) l'uomo è pronto a fare tutto ciò che il Creatore esige da lui. Senza sapere cosa vuole il Creatore da lui, egli tuttavia segue fedelmente le raccomandazioni dei Kabbalisti.

Solo quando arriva alla conclusione ed è pronto per essa senza porre alcun termine, sente una vera aspirazione per il Creatore. Questo viene descritto come la risposta del Creatore alla preghiera dell’uomo. In questa preghiera l’uomo chiede una sola cosa: una possibilità di diventare come le caratteristiche di dare del Creatore. Quando questa preghiera è pronta, l’uomo passa il Machsom (barriera).

Prima di questo, i desideri dell’uomo crescono dentro lui (come accade tra due innamorati). Da una parte questo processo implica amarezza e un desiderio costante per l’amato, una sensazione di distanza dalla meta desiderata e l’impossibilità di raggiungerla. Dall’altra parte la sua passione sta crescendo fermamente.

In questo modo, l’uomo ha due sensazioni. Uno: ha la sensazione di allontanarsi dal Creatore nonostante tutti i suoi sforzi, questo rivela il suo male, l’opposizione delle sue caratteristiche al quelle del Creatore. Due: egli ha la sensazione crescente del suo desiderio appassionato di diventare simile al Creatore e di fondersi con Lui.

Quando queste due opposte (come Malchut e Keter) aspirazioni (desideri e sensazioni) appaiono in un uomo e raggiungono il loro massimo (che è individuale per ogni anima), e quando da una parte aspira al Creatore e realizza la Sua grandezza e dall’altra parte sente la sua assoluta opposizione a Lui, egli passa il Machsom (barriera).

Perché tutto è occultato all'uomo?

Dal discorso sull’articolo: “La Pace” 2° parte 

La meta, secondo questo metodo, è vivere bene. La meta è sempre vivere bene. Poiché se non si fosse risvegliata nell’uomo la domanda: "Qual è lo scopo della mia vita?" o "Perché io soffro?", lui non sarebbe giunto a nessun metodo. Tutti questi metodi sorgono dalla sensazione di star male.

Se la vita, la realtà, la natura, ci avessero procurato un buon atteggiamento da parte dei genitori, dell’ambiente, dell’asilo, della scuola, e tutto fosse stato ordinato nel migliore dei modi fino ai 120 anni di età, allora l’uomo non avrebbe chiesto niente. Perché chiede? Perché sta male. E dallo stare male, lui inizia a chiedere quale è l’origine di questo male.

Ed allora gli arriva una risposta molto chiara, lui non conosce tutte le leggi della natura, non le conosce perché queste cambiano secondo il ritmo della sua maturazione e non conosce il cambiamento che si effettua nell’esigenza della natura nei suoi confronti. Diventa grande ed improvvisamente inizia a ricevere colpi.

Vede secondo la sua vita e sa che se riceve colpi, vuol dire che compie degli atti non buoni, allora, si rivolge alla natura per ricevere una risposta su cosa non è a posto ed inizia a investigare. Se lo avesse saputo, lo avrebbe adempiuto. Così l’uomo inizia a capire che se il suo atteggiamento verso gli altri sarà buono e gli altri avranno verso di lui un buon atteggiamento, il rapporto fra loro, uno verso l’altro, sarà un rapporto "materno", allora, tutti staranno bene.

Così si cerca di ritornare ad una situazione come era nella fanciullezza solo che, questa volta, ognuno è "madre" dell’altro. Questo atteggiamento è naturale ma ci sono delle situazioni non del tutto semplici delle quali si sono occupati milioni di persone durante la storia intera. Persone con grandi cervelli, sia ebrei che gentili, i quali svilupparono metodi di investigazioni molto approfonditi.

M. Laitman e Bnei Baruch

Il Messaggio

Viviamo al centro di un periodo difficile, messi a dura prova dalle crisi di qualsiasi livello nella nostra esistenza personale, ambientale e sociale. La causa di queste crisi è la nostra inabilità a percepire le connessioni tra di noi, e tra di noi e la natura. La saggezza della Kabbalah fornisce un metodo attraverso il quale l’umanità può risolvere le malattie del mondo e trascendere i propri problemi. Introducendo l’autentica saggezza della Kabbalah nell’educazione di massa, Bnei Baruch fornisce il cammino da seguire per tutto il mondo. Bnei Baruch è un movimento che comprende migliaia di studenti in tutto il mondo. Ogni studente ha scelto il suo cammino e la sua intensità, in accordo con le proprie condizioni e abilità. Negli ultimi anni, il gruppo è cresciuto in un movimento impegnato in progetti di educazione volontaria, presentando le fonti genuine della Kabbalahnella lingua contemporanea. L’essenza del messaggio divulgato da Bnei Baruch è l’unità delle persone, l’unità delle nazioni e l’amore dell’uomo.

Per millenni, i Kabbalisti hanno insegnato che l’amore dell’uomo è la base sulla quale poggiano le fondamenta del popolo d’Israele. Questo amore prevalse ai tempi di Abramo, di Mosè, e del gruppo di Kabbalisti che essi fondarono. L’amore dell’uomo era il carburante che spingeva il popolo d’Israele verso obiettivi straordinari. Nei tempi in cui l’amore dell’uomo si spostò in un odio infondato, le nazioni scivolarono nell’esilio e nelle afflizioni. Se noi creiamo la stanza per questi antichi ma nuovi valori, scopriremo che possediamo il potere per mettere da parte le differenze e unirci.

La saggezza della Kabbalah, nascosta per anni, sta uscendo dall’occultamento. Si è aspettato per il tempo dove noi saremmo stati sufficientemente sviluppati e preparati per perfezionare il suo messaggio. Oggi sta emergendo come un messaggio e una soluzione che permette di unire le fazioni interne e fra i vari popoli e di portarci tutti, come persone e come società, in quel lontano stato migliore che c’è stato nel passato.

Storia e Origine

Rav Michael Laitman, Professore di Ontologia e Teoria della Conoscenza, ha conseguito un Dottorato in Filosofia e Kabbalah, e un Master in Bio-Cibernetica Medica. Egli ha fondato il centro Bnei Baruch nel 1991, seguendo le orme del suo maestro, Rav Baruch Shalom HaLevi Ashalg (Il Rabash).

Rav Laitman chiamò il suo gruppo Bnei Baruch (figli di Baruch) in memoria del suo mentore, a fianco del quale visse, senza mai lasciarlo, per 12 anni, dal 1979 fino al 1991. Rav Laitman era lo studente prediletto nonché assistente personale di Rabash, ed è riconosciuto come il successore del suo metodo d’insegnamento.

Rabash era il figlio primogenito e successore del più grande Kabbalista del 20esimo secolo, Rav Yehuda Leib HaLevi Aslag. Rav Yehuda Ashalg è autore del più autorevole e ampio commentario sul Libro dello Zohar, Il Commentario della Scala, il primo a rivelare il metodo completo per l’ascesa spirituale. Questa è anche la ragione che spiega l’epiteto di Ashalg: Baal HaSulam (Il Padrone della Scala). Bnei Baruch basa tutto il suo metodo di studio sul sentiero lastricato da queste grandi guide spirituali.

Il Metodo di Studio

Lo straordinario metodo di studio sviluppato da Baal HaSulam e da suo figlio Rabash, è insegnato e applicato giornalmente da Bnei Baruch. Questo metodo conta su autentiche fonti di Kabbalah come il Libro dello Zohar (Rabbi Shimon Bar-Yochai), gli scritti dell’Arì, L’Albero della Vita (Etz Chaym), e anche i libri scritti da Baal HaSulam - Talmud Eser Sefirot (Lo Studio delle Dieci Sfirot) - Il Commentario Sulam sul Libro dello Zohar. Anche se il metodo di studio è basato esclusivamente sulle autentiche fonti della Kabbalah, viene applicato con un approccio semplice e contemporaneo.

Lo sviluppo di questo approccio ha reso Bnei Baruch un’organizzazione internazionale e altamente rispettata in tutto Israele.

La combinazione unica di un metodo accademico al fianco di un’esperienza personale, amplia la prospettiva degli studenti e li premia con una nuova percezione della realtà nella quale essi vivono. Il metodo di studio aiuta coloro che sono nel sentiero spirituale con tutti i mezzi emotivi che li abilita a ricercare loro stessi e la loro natura circostante.

Lezioni di Kabbalah

Dal 1999 Bnei Baruch è leader nel trasmettere lezioni a distanza su Internet e Tv. Dal suo lancio, Kabbalah Tv (www.kab.tv/ita) è stato l’unico ambiente di studio virtuale per gli studenti o chiunque fosse curioso di Kabbalah.

Kab.tv attualmente trasmette almeno tre ore di lezioni in diretta di Kabbalah autentica, simultaneamente tradotte in sette lingue. Durante le lezioni (2:15-5:00, ora italiana), gli spettatori di tutto il mondo possono fare domande su Kab.tv e ricevere, in tempo reale, le risposte di Rav Laitman.

Inoltre, Kab.tv offre un’ampia selezione online di video e film. L’archivio online di Kab.tv contiene migliaia di ore di lezione, documentari, clip e altri programmi tutti disponibili gratuitamente e a disposizione di tutti coloro che vogliono di studiare o esplorare la saggezza della Kabbalah.

La Fondazione

Bnei Baruch è una fondazione senza scopo di lucro che ho come unico fine insegnare e diffondere la saggezza della Kabbalah. Per mantenere la sua indipendenza e purità di intenzione, Bnei Baruch non è supportata, fondata o in nessuno modo allacciata a governi o entità politiche. Dal momento che la mole delle sue attività è esente da spese, la prima risorsa della fondazione per le attività del gruppo è imponendo il pagamento del Maaser (in ebraico: la decima parte), che è il contribuito apportato dagli studenti su base volontaria. Risorse addizionali sono i libri di Rav Laitman che sono venduti in tutto il mondo e le libere donazioni.

Rav Prof. Michael Laitman

Rav Laitman ha ricevuto il suo Dottorato in Filosofia e Kabbalah dall’Accademia Russa delle Scienze, e il suo Master in Cibernetica Medica dall’Università Politecnica di Stato di San Pietroburgo. Oltre ai suoi impegni scientifici, Rav Laitman è impegnato profondamente nello studio della saggezza della Kabbalah. Ha pubblicato oltre trenta libri, tradotti in più di dodici lingue come anche centinaia di articoli di Kabbalah, e ha tenuto oltre 10.000 ore di lezioni audio/video.

Gli ampi contributi di Laitman nel campo della Kabbalah lo condussero al conseguimento del titolo di Professore in Ontologia e Teoria della Conoscenza, accordato dalla Massima Commissione di Attestazione Accademica della Federazione Russa. Rav Laitman, inoltre ha collaborato con prominenti scienziati conducendo ricerche uniche sulla scienza moderna e sulla Kabbalah. Nel 2005 collaborò con il Prof. Vadim Rozin dell’Università di Stato di Mosca Lomonosov, l’Università di Stato delle Scienze Umane nell’Accademia Russa delle Scienze, nella pubblicazione di un libro su questo argomento.

Rav Laitman tiene frequentemente conferenze in tutto il mondo sul soggetto della Kabbalah autentica. Fra queste sono da ricordare gli incontri del World Wisdom Council e il Club di Budapest. Nel solo ultimo anno ha tenuto conferenze negli Stati Uniti, Canada, Europa, Russia, America Centrale e America Latina.

I suoi trent’anni di ampia ricerca nella scienza della Kabbalah sono universalmente riconosciuti tra rinomati scienziati e ricercatori. Rav Laitman ha anche collaborato con altri scienziati nel delineare le connessioni tra la fisica quantistica e la Kabbalah. Una delle più grandi collaborazioni di Rav Laitman è stata con il Dottor Jeffery Satinover, psichiatra e fisico teorico di Princeton e dell’Università di Nizza (famoso per il suo ruolo fondamentale nella realizzazione del film-documentario What the Bleep do we know!?). Tutto questo è sfociato in un libro, Kabbalah, Scienza del significato della vita. Rav Laitman ha anche collaborato con un noto filosofo e presidente del Club di Budapest, il Prof. Ervin Laszlo, in conferenze pubbliche, libri, e giornali accademici, incluse redazioni di riviste mensili quali, World Futures: The journal of general evolution. Questa collaborazione, sui problemi ecologici globali e sulle crisi sociali, è stata l’ispirazione per il recente libro di Rav Laitman From Chaos to Harmony: the solution of the global crisis according to the wisdom of Kabbalah.

Perché tutto è occultato all'uomo?

Dal discorso sull’articolo: “La Pace” 1° parte

Non per il fatto che sia vietato guardare e che se vedrà così tanto impazzirà, ma ci dicono che il Mondo Superiore, il Creatore ed i godimenti Spirituali, sono occultati al nostro desiderio di ricevere dato che altrimenti saremmo diventati dipendenti da quello che avremmo visto e faremmo tutto per il desiderio di godere come un ladro che corre d’avanti a tutti ed urli: "prendete il ladro!". Per quello sono nascosti, per dare la possibilità all’uomo di non essere dipendente dalla sua volontà di ricevere.

Se il desiderio di ricevere non brama ardentemente i godimenti spirituali, da la possibilità all’uomo di avere un atteggiamento, nei confronti della spiritualità, di disprezzo, di libertà dalla spiritualità stessa come se "esistesse e non esistesse".

Attraverso un altro mezzo – Kli -, un'altra mancanza che lui sviluppa dentro di sé inizierebbe ad avere un atteggiamento nella spiritualità col desiderio di dare, col desiderio di avvicinarsi al Creatore, col desiderio di aderire al Creatore e non col desiderio di ricevere. Però nell’articolo "La Pace"il Baal HaSulam differisce del tutto da questa strada e dice che l’uomo scopre sulla base scientifica, del cervello, della pragmatica, che gli conviene andare nella strada della correzione. ...Se è così, chi è il Creatore?

Le qualità corrette dell’uomo stesso sono quelle che gli danno la conoscenza, che questa forma è il Creatore ma queste non sono il Creatore ma le qualità che ha corretto in se stesso ma lui le ha corrette in conformità al Creatore quindi lui può dire che il Creatore è come lui. Perchè? Perché in questa parte l’uomo diventa attaccato al Creatore, e lui è attaccato al Creatore per il fatto che loro si trovano nell’equivalenza della forma.

E da dove l’uomo sa che in questa parte specifica si trova col Creatore nell’equivalenza della forma? Dato che questa parte si riempie di godimenti. I godimenti però non sono il Creatore. Solo che c’è una condizione che i godimenti riempiono i desideri di ricevere solo secondo la quantità di equivalenza della forma col Creatore e l’uomo stesso non ha mai collegamento con - Azmutò -, con chi dà, chi è Lui e cosa è Lui ma: «Dai Tuoi atti ti ho conosciuto». Dalle azioni del Creatore su di noi, noi lo conosciamo. Non Lui ma le sue azioni su di noi.

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Che cos'è la Tfilà - Preghiera nella Kabbalah?

Dal libro "Discorsi sui gradini della Scala", Volume A

Discorso sull'articolo "Che significa la metà dello Shekel nel Lavoro?"

Tfilà vuol dire il rapporto verso il Creatore. E' ciò che in questo momento l’uomo sente verso la Forza Superiore che lo conduce. L’uomo, volente o nolente, si rapporta sempre al Creatore dal punto più interiore del cuore. Anche se non crede all’esistenza del Creatore, e non Lo percepisce, il cuore di ogni creatura riceve i riempimenti che sente esclusivamente dalla sorgente. Il che equivale a dire, che l’uomo sente sempre il Creatore.

Perché il rapporto verso il Creatore si chiama Tfilà?

Tutte le emozioni che l’uomo sente nel cuore, sorgono dal Creatore, e perciò la sensazione che egli ha nel cuore non viene considerata una preghiera. La Tfilà é l’appello dell’uomo al Creatore, e infatti la parola ebraica “Tfilà” viene dalla radice “palal” che significa “incolparsi”, cioè giudicare me stesso rispetto al tipo di connessione che ho con la sorgente delle mie sensazioni - il Creatore. E dato che l’origine delle sensazioni dell’uomo é il "Buono e benefattore" (Tov umeitiv), ecco che nella preghiera l’uomo esprimerà la differenza tra la propria sensazione e il "Buono e benefattore". Così l’uomo scopre quanto é guasto il suo cuore. La preghiera é la percezione della differenza tra l’uomo e il Creatore.

In altre parole, se l’uomo misurasse la differenza tra ciò che il Creatore influenza nel cuore, e ciò che il cuore sente, e come poi egli reagisca, (l'uomo) si accorgerebbe quanto é degradato. Poiché se l’uomo fosse corretto al cento per cento, percepirebbe il "Buono e benefattore" al cento per cento. E più la sua sensazione sarà opposta a ciò, più testimonierà la misura della sua degradazione.

E non é solo su questo che ciò testimonia, ma anche sulla posizione dell’uomo. Dal momento che il Creatore "Buono e benefattore" dona all’uomo in tutti i 620 canali, l’uomo sa in quali dei canali percepisce di più o di meno, e in quali sente bene o male.

Se l'uomo ha un quadro generale dell'anima, vede e percepisce tutto. A ogni gradino egli sa dove si trovi e quale sia il quadro dello stato finale, che gli mostra la differenza tra il suo stato corretto e il suo stato attuale.

Tutte le cose sulla cui base l'uomo giudica il suo rapporto verso il Creatore - il loro completo insieme si chiama "Tfilà - Preghiera".

La Tfilà erompe dal cuore dell'uomo come conseguenza delle sue sensazioni. La Tfilà deve erompere dalla profondità del cuore prima ancora che l’uomo cominci a controllare con la mente la sensazione del cuore - prima ancora che egli cominci a comprenderla e a pensarvi.

E' la sensazione latente nel cuore, prima ancora che l’uomo provi a controllarla, che si chiama "Tfilà".

Ma se la preghiera anticipa il controllo dell’uomo, come mai all’uomo é stato detto di pregare, di raggiungere lo stato di "Tfilà", come se la preghiera dipendesse dai suoi sforzi o dalla sua libera scelta?

La risposta é, che l’uomo deve raggiungere il desiderio che si chiama Tfilà tramite vari tipi di azioni e mezzi che conducono al desiderio giusto. La preghiera é il riassunto, é il risultato, oramai esistente, delle preparazioni che l'uomo ha svolto. E allora, ogni volta che prega, quando sente nel cuore una certa relazione con il Creatore, allora la sua preghiera al Creatore é sempre nuova.

Quali elementi della preghiera possono essere sotto il controllo dell'uomo?

E' scritto: “Iagati umatzati” (Faticavo e avevo trovato). Lo sforzo é sotto il controllo dell’uomo, mentre il risultato non lo é. Come mai? Perché noi svolgiamo il lavoro sulla nostra anima anche quando non ne conosciamo la struttura e le vie di sviluppo. L’uomo deve solamente fare del suo meglio e sforzarsi, dedicandosi sia in quantità che in qualità rispetto allo sforzo; e non preoccupandosi dei risultati, della strada e delle situazioni che dovrebbe attraversare, né del ritmo del suo progresso e né della sua forma finale. Poiché non solo l’uomo non può conoscere la propria forma finale, ma anche ad ogni innalzamento in uno stato nuovo, egli non sa dove finirà. Questo avviene perché all’uomo si rivela ogni volta una parte nuova della propria anima, che prima invece gli era nascosta. Perciò, nell’elevazione spirituale lo sforzo deve essere diretto oltre la ragione, cioè all’opposto della nostra ragione nel suo stato attuale - all’opposto di ciò che pensiamo e comprendiamo.

Che cos’é la "Tfilà totale"?

L'uomo arriva allo stato di "Tfilà totale", se il suo cuore é in assoluto accordo con il Creatore, e allora tra lui e il Creatore non c'é alcuna cosa che degradi la percezione del "Buono e benefattore". Ne consegue, che la sua preghiera sarà identica a quella scritta nel "Sidur" (il libro delle preghiere), o con ciò che é scritto nella parte dodicesima dello "Studio dei Dieci Sfirot".

 

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