Cosa cercare nell’assemblea degli amici (art.30)

I nostri saggi dissero (Avot, Capitolo 1,6): “Fai per te un Rav (insegnante), comprati un amico e giudica ogni persona favorevolmente”.

Dobbiamo comprendere il collegamento tra “Giudica ogni persona favorevolmente” e “Comprati un amico”. Anche in Matan Torah (Il Dono della Torah, p. 30) è scritto che la Mitzva [comandamento] “Ama il tuo amico come te stesso” è per conseguire l’amore del Creatore, che è la Dvekut [adesione] a Lui. Egli scrive: “È ragionevole pensare che la parte della Torah che tratta della relazione dell’uomo con il suo amico sia la più indicata per portare l’uomo alla meta desiderata. Questo perché il lavoro nelle Mitzvot [comandamenti] tra l’uomo e Dio è fisso e specifico, e non è impegnativo, e la persona si abitua facilmente, e tutto quello che non fa parte delle sue abitudini non è più utile. Ma le Mitzvot tra uomo e uomo cambiano e sono irregolari, e le richieste lo circondano da tutte le parti. Pertanto, la loro cura è molto più sicura e il loro scopo è più vicino”. Fin qui le sue parole.

Questo significa che l’uomo deve arrivare ad essere ricompensato con l’equivalenza della forma; vale a dire, che tutti i suoi pensieri e desideri saranno solo per il beneficio del Creatore e non per il suo beneficio. Questo si origina dalla correzione dello Tzimtzum [restrizione]. Significa che dalla prospettiva del Creatore, Egli ha creato i mondi con l’intenzione di beneficiare le Sue creazioni. Come spiegano i nostri saggi, il Creatore disse agli angeli a Suo servizio che la creazione del mondo è come un re che ha abbondanza, ma nessun ospite.

In altre parole, Egli prova piacere quando gli ospiti mangiano a casa Sua, ma per evitare la vergogna ci fu la correzione secondo la quale essi devono ricevere delizia e piacere con l’intenzione di deliziare il Creatore. Ma il primo grado è di dare al fine di dare. L’uomo deve gioire mentre dà, proprio come il Creatore gioisce. Come dissero i nostri saggi (Zohar, Parte 1, Beresheet, p. 155): “Non c’era tanta gioia davanti al Creatore dal giorno in cui il mondo è stato creato, come la gioia che Egli è destinato a gioire con i giusti in futuro”.

Vediamo che nel giorno in cui è stato creato il mondo, vi fu grande gioia davanti al Creatore. In altre parole, Egli sentì una grande gioia nel voler dare. Ne consegue che se l’uomo compie azioni di dazione ma non sente gioia, non c’è equivalenza della forma. Anche se nell’azione sta dando e si sta impegnando nell’amore per gli altri, l’azione deve essere fatta con gioia, come la gioia che ha il Creatore. Quindi, qui manca l’equivalenza nella gioia.

Pertanto, vi sono due cose che l’uomo deve fare.

  1. Anche se il corpo non desidera lavorare nella forma di dare, lo si deve obbligare. Tuttavia, esiste la regola secondo la quale quando una persona fa delle cose in modo coercitivo, non può essere felice, poiché sarebbe più felice se non dovesse eseguire tali azioni. Questo si chiama “costringere e sottomettere il male dentro di lui”.

Tuttavia, come abbiamo detto sopra, la gioia che deve provenire da ogni atto di dazione, qui è assente, e quando arriva la gioia l’uomo non può costringersi a sentirsi felice in una circostanza in cui esiste un’azione di coercizione. La gioia è il risultato della delizia della persona e quando esiste il piacere, la “coercizione” è fuori dal quadro. Quindi, dalla coercizione non deriva né la gioia, né il piacere.

  1. Noi diciamo di aver bisogno di gioia per il lavoro del Creatore e, come abbiamo detto, la gioia è solo il risultato di quello di cui la persona gioisce. Pertanto, dal momento che l’uomo può compiere solo atti di coercizione, questo si chiama “un’azione”. Un atto è qualcosa con cui la mente non è d’accordo. Si considera che quando l’uomo inizia a costringere se stesso, entra nello stato di “Chi viene per essere purificato”.

Quindi, che cosa manca? Solo qualcosa che evocherà la sua gioia. Dobbiamo interpretare a tal proposito che questo gli viene dato dall’alto. Questo si chiama: “È aiutato”. In cosa è aiutato? Lo Zohar dice: “In un’anima santa”. Quando l’uomo è ricompensato con questo, allora è contento. Ne consegue che quando diciamo che l’uomo deve lavorare con gioia, significa che attraverso le sue azioni, deve evocare il risveglio dall’alto, perché solo con l’aiuto dall’alto può arrivare alla contentezza per essersi impegnato in atti di dazione.

In effetti, qui sorge una domanda: “Perché è necessario eseguire atti di dazione con gioia?” La ragione è semplice: qui non c’è equivalenza della forma perché quando il Creatore dà, sente gioia. Ma quando l’uomo dà e non ha gioia, l’equivalenza della forma è assente.

Tuttavia, qui esiste un problema ancora più grave dell’equivalenza della forma. Quando l’uomo si trova in uno stato di tristezza, quando vede la sua vita come inutile perché ovunque guarda, vede solo nero, nella materialità come nella spiritualità, è come un uomo che indossa occhiali neri. Ovunque guarda, vede solo nero.

In questo stato l’uomo è considerato eretico riguardo alla guida del Creatore, dal momento che non riesce a dire che il Creatore conduce il Suo mondo con benevolenza.

In questo stato egli è considerato privo di fede. Quindi, il problema qui non è più l’equivalenza della forma, ma la mancanza di fede, dato che si trova in uno stato di eresia. Ne consegue che l’uomo deve essere sempre nella gioia e deve credere al di sopra della ragione che tutto quello che il Creatore fa è solo con benevolenza. Ma dobbiamo anche credere che questo è ciò di cui abbiamo bisogno: credere al di sopra della ragione.

Secondo la nostra ragione, sembra che sia meglio che il Creatore ci tratti con una guida aperta. Ma Baal HaSulam disse che non dobbiamo dire che il Creatore non può dare tutto nei vasi di ricezione, chiamati “dentro la ragione”, cioè che anche il corpo materiale comprenderà che il Creatore tratta il mondo intero solo con benevolenza.

Perché Egli ha scelto proprio i Kelim [vasi] di “al di sopra della ragione”? Il Creatore ha scelto quei Kelim perché sono davvero il meglio, da loro conseguiamo la vera completezza, e quindi si avvererà il versetto “E amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore”. I nostri saggi dissero: “Con entrambe le inclinazioni, l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male”.

A quel punto anche il corpo sente la delizia e il piacere che il Creatore dà alle creature e quindi non c’è bisogno di credere al di sopra della ragione. Ne consegue che il requisito principale è che l’uomo sia nella gioia mentre fa il lavoro di dazione, quando non vede cosa riceve per se stesso (chiamato “dentro la ragione”), riceverà da questo, dato che altrimenti rimane in uno stato di eresia.

Ne consegue che l’uomo deve eseguire il lavoro sacro al di sopra della ragione, poiché questi sono i Kelim adatti per portare l’uomo alla completezza. È stato detto in precedenza che solo al di sopra della ragione può ricevere il piacere della guida del Creatore, la quale è in forma di benevolenza. E questo si chiama “destra”.

Come disse Baal HaSulam: l’uomo deve cercare di camminare sulla linea destra, chiamata “fede al di sopra della ragione”, e immaginare di essere già stato ricompensato con la fede completa nel Creatore, che i suoi organi sentono già che il Creatore conduce tutto il mondo con benevolenza.

Pertanto, dobbiamo chiedere: “Perché dobbiamo camminare anche sulla linea sinistra, se la linea destra è più importante? Qual è lo scopo della linea sinistra?” La risposta è che abbiamo bisogno di conoscere il nostro stato dentro la ragione: la misura della nostra fede, quanta Torah abbiamo acquisito, come sentiamo il Creatore durante la preghiera, ecc.

E allora sentiamo di essere in assoluta bassezza, la più bassa possibile. Questa è la ragione per cui, quando più tardi ci spostiamo sulla linea destra, abbiamo il lavoro per al di sopra della ragione. In altre parole, appena la linea sinistra ci mostra il nostro stato dentro la ragione, qui c’è spazio per andare al di sopra della ragione. Ma se fossimo sempre nella linea destra, non sarebbe considerata come destra, ma come un’unica linea.

In altre parole, potremmo pensare che questo è davvero in posto in cui siamo e che siamo veramente all’interno della ragione, nella perfetta Gadlut [grandezza/età adulta]. Ma la verità è che siamo in completezza solo al di sopra della ragione; pertanto, quando abbiamo le due linee, possiamo dire che esiste la questione di “al di sopra della ragione”, che è la linea destra.

Ne consegue che la linea destra aiuta la linea sinistra perché una volta che l’uomo si immagina già nella gioia, godendo la perfezione del suo lavoro, quando si sposta verso la linea sinistra vede di trovarsi in un mondo di totale oscurità. Vale a dire, vede e sente di essere ancora immerso nell’amor proprio e di non avere alcuna speranza di uscirne.

Quindi, c’è spazio per la preghiera dal profondo del cuore. Lo stato di destra era quando immaginava di essere in uno stato in cui dipingeva per se stesso la perfezione del lavoro. In altre parole, credeva al di sopra della ragione nel comandamento di fede nell’insegnante, il quale gli aveva detto di andare in quello stato, anche se la sua ragione gli diceva: “Perché confronti la tua situazione con quella di una persona che è già stata premiata con la fede completa, quando sai di essere nella bassezza più bassa che possa esistere?” Egli sente di trovarsi in uno stato di bassezza inadatto alla persona che vuole, un giorno, diventare un servo del Creatore.

E in seguito si sposta sulla linea destra, e la sinistra gli dà la possibilità di lavorare nella linea destra. Tuttavia, dobbiamo ricordare che qualsiasi cosa sia un percorso di verità, è difficile camminarci senza sforzo. Pertanto, dopo quelle due linee, egli arriva alla linea media, chiamata “il Creatore gli dà l’anima”. E allora l’uomo entra nella fede completa, proprio attraverso la salvezza di Dio. Ma per natura, non può conseguire questo da solo.

Con tutto quanto suddetto, possiamo comprendere l’argomento dell’assemblea degli amici. Di cosa devono discutere quando si riuniscono? In primo luogo, lo scopo deve essere chiaro a tutti, questo incontro deve dare come risultato l’amore per gli amici, che ogni amico sarà risvegliato ad amare l’altro, che si chiama “amore per gli altri”. Tuttavia, questo è solo un risultato. Per generare questo bel figlio, è necessario adottare azioni per produrre l’amore.

E riguardo all’amore, ci sono due forme: 1) amore naturale, per il quale non è necessario sforzarsi. L’uomo deve solo fare attenzione a non rovinare la natura. 2) l’amore che proviene dal fare cose buone per l’altro. Anche in questo c’è una natura, dal momento che l’uomo che dà un dono ad un altro, lo induce ad amarlo. Pertanto, quando un gruppo di persone si riunisce e desidera lavorare insieme nell’amore per gli amici, devono tutti aiutarsi l’un l’altro per quanto possono.

E a tal proposito ci sono molti discernimenti, dal momento che non tutti sono uguali, cioè quello che uno vuole, l’altro non lo vuole. Tuttavia, c’è una cosa in cui tutti sono uguali: ogni amico ha bisogno di buon umore. Cioè, quando gli amici non sono di buon umore, non sono tutti uguali nelle loro necessità. Piuttosto, ognuno ha la sua ragione per essere infelice.

Pertanto, ognuno deve pensare come portare un buon stato d’animo all’altro. Quindi, devono fare attenzione ed evitare di discutere di cose che portano tristezza alla società, perché con questo si può far stare male gli altri. E allora, dopo che sarà andato a casa, si domanderà: “Cos’ho guadagnato andando alla società? Sapere che sono in uno stato di bassezza e che mi devo pentire? È come se fossi andato alla società per farmi portare in uno stato di tristezza. In quel caso è una perdita di tempo. Probabilmente sarebbe stato meglio se non fossi andato”. Allora egli probabilmente dice: “La prossima volta che devo andare alla società, troverò delle scuse per evitarli”.

Ne consegue, quindi, che tutti devono cercare di portare nella società uno spirito di vita e di speranza, e infondere energia nella società. Pertanto, ogni amico sarà in grado di dire a se stesso: “Ora faccio tabula rasa nel lavoro”. In altre parole, prima di arrivare alla società, era deluso dei progressi nel lavoro di Dio, ma adesso la società lo ha riempito di vita e di speranza.

Pertanto, attraverso la società, ha ottenuto fiducia e forza per superare, perché ora sente di poter conseguire la completezza. E tutti i suoi pensieri (che stava affrontando un’enorme montagna che non poteva essere conquistata, e che queste erano davvero dei grandi ostacoli) ora sente che non sono niente. E riceve tutto questo dalla forza della società perché tutti cercano di infondere nella società uno spirito di incoraggiamento e la presenza di una nuova atmosfera.

Ma cosa può fare l’uomo quando sente di trovarsi in uno stato di tristezza, sia dal punto di vista dello stato materiale che di quello spirituale, ed è arrivato il momento di andare alla società? E ancora, i nostri saggi dissero: “Una preoccupazione nel cuore dell’uomo? Lasciate che ne parli con gli altri”. In altre parole, deve parlarne con i suoi amici e forse loro saranno capaci di offrire un po’ di aiuto.

Ma se è così, perché diciamo che tutti devono portare spirito elevato nella società se l’uomo non ne ha? Ed inoltre, esiste la regola secondo la quale l’uomo non può dare quello che non ha. Quindi, cosa deve fare per dare qualcosa alla società che infonderà spirito elevato alla società?

In effetti, non esiste altra strada per l’uomo che camminare sulla linea destra. Per questo, prima di arrivare all’amore per gli amici, deve leggere il saggio di Baal HaSulam (del 1943) nel quale egli chiarisce cos’è la linea destra, che questo è il significato di “al di sopra della ragione”. E deve trarre forza da lì, in modo che quando arriva alla società, tutti saranno più o meno in grado di infondere uno spirito di vita, e con questo, tutta la società sentirà gioia e una fiducia maggiore.

Durante l’assemblea è vietato evocare la linea sinistra. All’uomo è permesso usare la linea di sinistra solo quando è solo, ma non per più di mezz’ora al giorno. Ma l’essenza del lavoro dell’uomo è quella di andare specificamente per la linea destra, com’è scritto (nel saggio del 1943). Ma due persone insieme non devono parlare della sinistra, perché solo così possono ricevere assistenza dalla società.

Ma il peggio è quando un uomo giunge alla società e vede che tutta la società si trova in uno stato di discesa, allora, come può essere fortificato da loro? A quel punto, dovrà giudicare tutti favorevolmente.

Ora possiamo comprendere quello che abbiamo domandato sulla prossimità tra “Comprati un amico” e “Giudica ogni persona favorevolmente”. Con quanto scritto sopra, possiamo comprendere che quando l’uomo vuole acquisire qualcosa dalla società, deve giudicare tutti favorevolmente. Allora può acquisire dagli amici in modo che lo aiuteranno nel lavoro, dato che ha qualcuno da cui ricevere. Ma quando vede di essere molto al di sopra di tutto la società, da chi riceverà? I nostri saggi vennero e dissero a questo proposito: “Giudica ogni persona favorevolmente”.

Ne consegue che la ragione principale per cui una persona ha bisogno di comprare un amico e di lavorare nell’amore per gli altri è che tramite questo può essere ricompensato con l’amore per il Creatore. Ma gli amici devono, principalmente, parlare insieme della grandezza del Creatore, perché secondo la grandezza del Creatore che l’uomo assume, in quella misura, si annullerà in modo naturale davanti a Lui. È come vediamo in natura, che il piccolo si annulla davanti al grande, e questo non ha nulla a che fare con la spiritualità. Anzi, questo comportamento si applica anche tra laici.

In altre parole, il Creatore creò la natura in questo modo. Quindi, le discussioni degli amici sulla grandezza del Creatore risvegliano il desiderio e la brama di annullarsi davanti al Creatore, poiché l’uomo inizia a sentire bramosia e desiderio di unirsi al Creatore. E dobbiamo anche ricordare che nella misura in cui gli amici possono apprezzare l’importanza e la grandezza del Creatore, dobbiamo ancora andare al di sopra della ragione, che il Creatore è superiore a qualsiasi grandezza del Creatore che l’uomo può immaginare.

Dobbiamo dire che noi crediamo al di sopra della ragione che Egli conduce il mondo con una guida benevola e se l’uomo crede che il Creatore desideri solo il meglio per lui, questo fa sì che una persona ami il Creatore, fino a che non è ricompensata con “E amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima”. E questo è ciò che una persona ha bisogno di ricevere dagli amici.

E riguardo all’argomento dell’ottenimento della grandezza, questa deve essere ottenuta proprio attraverso la società. È come è scritto in Matan Torah (Il Dono della Torah, p. 141), nel punto in cui egli parla riguardo all’insegnante e agli studenti. È lo stesso, soprattutto per quanto riguarda la grandezza del Creatore. Egli scrive: “Ottenere la grandezza dipende interamente dall’ambiente, e una sola persona non può fare nulla al riguardo.

“Tuttavia, ci sono due condizioni per ottenere la grandezza:

  1. Ascoltare sempre ed apprezzare l’ambiente nella misura della sua grandezza.
  2. L’ambiente deve essere grande, com’è scritto: ‘Nella moltitudine del popolo vi è la gloria del Re’.

“Per ricevere la prima condizione, ogni studente deve sentirsi il più piccolo tra tutti gli amici. In quello stato, l’uomo può ricevere da tutti l’apprezzamento della grandezza, dal momento che il grande non può ricevere dal più piccolo, tantomeno essere impressionato dalle sue parole. Piuttosto, solo il piccolo è impressionato dall’apprezzamento del grande.

“E per la seconda condizione, ogni studente deve elogiare le virtù di ogni amico e celebrarlo come il più grande della generazione. Allora l’ambiente lo influenzerà come un ambiente sufficientemente grande, dal momento che la qualità è più importante della quantità”.

Tuttavia, cosa deve fare un amico se ha bisogno dell’aiuto dai suoi amici? Abbiamo detto sopra che è vietato parlare all’assemblea degli amici di cose cattive che portano tristezza. La risposta è che l’uomo deve parlarne con un caro amico, e questo amico ne parlerà con la società, ma non al momento dell’assemblea degli amici. In altre parole, può parlare a tutta la società, ma non durante l’assemblea regolare degli amici. Invece, egli può organizzare un’assemblea speciale in favore dell’amico che ha bisogno di aiuto.

E per quanto riguarda “Comprati un amico”, dobbiamo interpretare che “Compra” significa che deve essere pagato, e attraverso il pagamento, lo compra. Cosa lo paga? Possiamo dire che il pagamento è ricevuto in cambio dello sforzo. In altre parole, a volte una persona desidera acquistare, ad esempio, un nuovo armadio che vale circa 2.000 euro. Dice al venditore: “Dal momento che non ho soldi per pagare e che ho sentito che cercate un dipendente per due settimane, lavorerò per l’importo che devo pagare in cambio del denaro per l’armadio”, e il venditore probabilmente sarà d’accordo. Quindi, vediamo che il pagamento può avvenire mediante uno scambio.

È la stessa cosa con l’amore per gli amici. Si tratta di un grande sforzo quando l’uomo deve giudicare gli amici favorevolmente, e non tutti sono pronti per questo.

Certe volte è ancora peggio. A volte, una persona vede che il suo amico è irrispettoso verso di lui. Anche peggio, ha sentito una voce diffamatoria, ossia ha sentito da un amico che quell’amico che si chiama così e così, dice di lui cose che non è bello che gli amici dicano gli uni degli altri. Ora deve sottomettersi e giudicarlo favorevolmente. Questo, in effetti, è un grande sforzo. Ne consegue che attraverso lo sforzo, dà il pagamento, che è molto più importante di un pagamento in denaro.

Tuttavia, se quella persona lo calunnia, dove raccoglierà il suo amico la forza di amarlo? Sa per certo che lui lo odia o non lo avrebbe calunniato, quindi, qual è il motivo di sottomettersi e giudicarlo favorevolmente?

La risposta è che l’amore per gli amici si costruisce sulla base dell’amore per gli altri, attraverso cui essi possono conseguire l’amore per il Creatore, è l’opposto di quello che viene normalmente considerato l’amore degli amici. In altre parole, l’amore per gli altri non significa che gli amici mi ameranno. Piuttosto, sono io quello che deve amare gli amici. Per questa ragione, non fa differenza se l’amico lo calunnia e certamente lo odia. Invece, l’uomo che desidera acquisire l’amore per gli altri ha bisogno della correzione di amare l’altro.

Pertanto, quando una persona fa lo sforzo e lo giudica favorevolmente, si tratta di una Segula [rimedio/potere/virtù], quando attraverso la fatica che fa un uomo, che si chiama “un risveglio dal basso”, gli viene data la forza dall’alto di essere capace di amare tutti gli amici, senza eccezioni.

Questo si chiama “Comprati un amico”, che la persona deve fare uno sforzo per ottenere l’amore per gli altri. E questo si chiama “lavoro”, dal momento che deve sforzarsi al di sopra della ragione. Ragionevolmente pensando: “Com’è possibile giudicare un altro favorevolmente quando la sua ragione gli mostra il vero volto del suo amico, che lo odia?” Cosa può dire al corpo riguardo a questo? Perché deve sottomettersi di fronte al suo amico?

La risposta è che vuole raggiungere la Dvekut [adesione] al Creatore, chiamata “equivalenza della forma”, vale a dire, non pensare al proprio beneficio. Pertanto, perché sottomettersi è una cosa difficile? La ragione è che deve rinunciare al suo valore, e tutta la vita che vuole vivere sarà solo in considerazione della sua capacità di lavorare per il beneficio degli altri, cominciando dall’amore per gli altri, tra uomo e uomo, attraverso l’amore per il Creatore.

Inoltre, qui c’è spazio nel quale si può dire che tutto quello che fa è senza alcun interesse personale, dato che con la ragione, gli amici sono quelli che lo devono amare, ma supera la sua ragione, va al di sopra della ragione, e dice: “Non ha nessun valore vivere per me stesso”. E anche se l’uomo non si trova sempre ad un livello con cui è capace di dirlo, questo è comunque lo scopo del lavoro. Pertanto, ha già qualcosa con cui rispondere al corpo.

Ne consegue, quindi, che prima che ogni amico arrivi all’assemblea degli amici, egli deve meditare su quello che può dare alla società per elevarne lo spirito di vita. In questo, non vi è alcuna differenza tra chi ha vasta conoscenza e chi è ignorante, dal momento che il pensiero che pensa, sebbene non sa nulla, è che deve pregare il Creatore affinché lo aiuti e avere fede che il Creatore ascolti le preghiere.

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